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Marocco: Fatima El Mansouri rompe il bicchiere di cristallo al governo

Marocco: Fatima El Mansouri rompe il bicchiere di cristallo al governo

Fatima El Mansouri rompe il silenzio dei conservatori con una risposta che mette in luce le sfide delle donne marocchine.

Nel mese di settembre l’autorevole Fatima Ezzahra El Mansouri è stata investita dal re Mohamed VI della carica di primo ministro del Marocco, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia del paese. Avvocata di formazione e ex sindaca di Marrakech per due mandati, la sua nomina è seguita da una vittoria elettorale del Partito dell’Autenticità e della Modernità, che ha ottenuto la maggioranza parlamentare.

Il confronto acceso in Parlamento

Durante una vivace seduta dell’Assemblea, un deputato ha rivolto a El Mansouri la formula tradizionale “Signor primo ministro”. La risposta della premier è stata secca e ironica: “Signora primo ministro, prego“. Con queste parole ha invertito il copione, segnalandone la necessità di un cambiamento di mentalità. Il dibattito si è subito spostato verso il tema dei diritti delle donne, con la premier che ha ricordato le realtà di donne divorziate, vedove o capofamiglia, spesso ignorate dal discorso pubblico.

Il richiamo al passato di Benkirane

El Mansouri ha citato un episodio, quando l’allora capo del governo Abdelilah Benkirane aveva definito le donne “lampadari che illuminano la casa“. La premier ha risposto in modo contundente: “Io non sono un lampadario, ma un cervello, una coscienza, delle convinzioni e una battaglia“. Con questa frase ha denunciato la visione tradizionalista di alcuni esponenti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, che ancora oggi si oppongono a un ruolo più attivo delle donne nella società.

Il percorso che ha portato al potere

Nasce a Ben Guerrir nel 1976 in una famiglia della borghesia locale; il padre è un funzionario diplomatico di alto livello. Si laurea in giurisprudenza e inizia la carriera legale, distinguendosi per la difesa di cause sociali. La sua ascesa politica parte dalle amministrazioni locali: prima consigliere municipale, poi, nel 2009, diviene la prima donna a guidare la città di Marrakech, citata per due mandati consecutivi. La sua gestione è stata marcata da iniziative di modernizzazione urbana e dalla valorizzazione del turismo, fattori chiave per una città che è una delle principali mete del Maghreb.

Il ruolo del Partito dell’Autenticità e della Modernità

Il PAM si presenta come una formazione laica e progressista, con l’obiettivo dichiarato di promuovere la modernizzazione del Paese e l’uguaglianza di genere. Alle elezioni parlamentari precedenti, il partito ha ottenuto il maggior numero di seggi, creando la base per la nomina di El Mansouri a capo del governo. Questo risultato è stato interpretato come un segnale di apertura della società marocchina verso una leadership più inclusiva.

Le sfide che attendono il nuovo governo

Il mandato di El Mansouri si apre in un periodo complesso: il Paese si sta preparando ad accogliere i Mondiali di calcio del 2030, co-organizzati con Spagna e Portogallo, e deve al contempo affrontare questioni sociali delicate come la riforma del codice di famiglia (Moudawana). Sebbene il codice sia già tra i più avanzati del Maghreb, persistono lacune nella tutela delle ragazze e nella gestione di divorzi e successioni. La premier ha promesso una revisione che tenga conto delle esigenze delle donne lavoratrici e delle famiglie monoparentali.

Oltre alle riforme di diritto familiare, il governo punta a ridurre le disuguaglianze economiche, a stimolare l’occupazione, soprattutto per le donne, e a potenziare i servizi sociali e educativi. La lotta alla corruzione e una delicata revisione del sistema pensionistico sono altri punti all’ordine del giorno. La nuova leadership si trova a dover equilibrare le ambizioni di modernizzazione con le resistenze di una parte dell’opposizione conservatrice.

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