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Fermi produttivi a Mirafiori: le accuse della Fiom a Stellantis

Fermi produttivi a Mirafiori: le accuse della Fiom a Stellantis

Stellantis ha annunciato nuovi fermi produttivi a Mirafiori, scatenando le proteste della Fiom. Scopri le ragioni dello scontro e le prospettive per il futuro dello stabilimento torinese.

Stellantis ha comunicato ai sindacati un’ulteriore interruzione della produzione alla Carrozzeria di Mirafiori per i giorni 7 e 8 settembre aggiungendosi ai fermi già previsti per il 2, 3 e 4 settembre. La motivazione ufficiale riguarda la carenza di componenti legati ai motori, ma la Fiom-Cgil di Torino vede una realtà ben diversa dietro a queste decisioni.

Edi Lazzi, segretario generale della Fiom-Cgil di Torino, ha commentato: “Purtroppo i campanelli di allarme che denunciamo da mesi sono diventati sirene“. La situazione è critica non solo per i lavoratori della Carrozzeria, ma anche per altri settori di Mirafiori, come le Presse, e per le aziende dell’indotto, che stanno affrontando la crisi con cassa integrazione e mancata conferma degli interinali.

Le accuse della Fiom a Stellantis

Secondo la Fiom, il vero problema non è la mancanza di motori, ma le basse vendite sul mercato della Fiat 500 ibrida l’unica vettura prodotta a Mirafiori. “È fin troppo evidente che la causa dei fermi produttivi non è l’approvvigionamento motori, ma le basse vendite sul mercato“, hanno dichiarato Edi Lazzi e Gianni Mannori, responsabile del sindacato a Mirafiori.

Stellantis aveva previsto la produzione di circa 100mila unità di Fiat 500 ibride ed elettriche nel 2026, ma i numeri reali sono ben al di sotto delle attese. Nei primi sei mesi dell’anno, sono state prodotte solo 41mila autovetture e le prospettive per il futuro non sono rosee. “Se tutto va bene, si arriverà a produrre al massimo 65mila auto“, ha aggiunto Lazzi.

La situazione dell’indotto e i rischi per i lavoratori

La crisi produttiva sta avendo ripercussioni anche sulle aziende dell’indotto, che stanno affrontando la situazione con cassa integrazione e mancata conferma degli interinali. “Di questo passo, prima della fine dell’anno anche alla Carrozzeria di Mirafiori si potrebbe ricorrere alla cassa integrazione, per il diciannovesimo anno consecutivo“, ha dichiarato Lazzi. Questo metterebbe a rischio anche la conferma dei 400 interinali entrati a gennaio.

Le prospettive future per Mirafiori

La Fiom ha lanciato un allarme per il futuro di Mirafiori, sottolineando la necessità di un rilancio industriale. “Mirafiori ha una capacità produttiva che può arrivare fino a 200mila unità, per cui bisognerebbe avere 4 o 5 modelli in produzione“, ha spiegato Lazzi. Senza nuovi modelli e investimenti, lo stabilimento rischia una lenta agonia.

La situazione è resa ancora più critica dal fatto che, secondo le previsioni, Mirafiori e la carrozzeria potrebbero spegnersi fra sei o sette anni per consunzione, con il rischio che tutti i lavoratori vadano in pensione. “Abbiamo bisogno di rilanciare lo stabilimento con persone nuove e giovani, che possano contribuire ad aumentare la produttività“, ha aggiunto Lazzi.

La Fiom ha anche criticato le istituzioni e la proprietà di Stellantis, rappresentata dagli Elkann, per la mancanza di scelte industriali e produttive. “Il mix di irresponsabilità di Elkann e Filosa da una parte e delle istituzioni dall’altra sta portando il territorio verso il baratro industriale“, ha dichiarato Lazzi. La Fiom continuerà a battere per il rilancio industriale di Torino, ma la situazione richiede interventi immediati e concreti.

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