La recente rivelazione del Financial Times ha scosso il panorama politico internazionale: secondo il quotidiano, Donald Trump avrebbe proposto l’impiego di peacekeeper cinesi in Ucraina, una mossa che richiamerebbe la strategia già adottata da Vladimir Putin. La notizia ha subito suscitato reazioni contrastanti, e la Casa Bianca ha prontamente smentito ogni coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in una simile iniziativa.
Trump lavora a un incontro bilaterale tra Mosca e Kiev
Il presidente americano sta cercando di organizzare un incontro diretto tra i leader russo e ucraino per favorire una tregua e porre fine alle ostilità. Lo ha confermato un funzionario della Casa Bianca, sottolineando che il team per la sicurezza nazionale di Trump continua a collaborare con entrambe le parti.
La proposta è arrivata anche in seguito agli avvertimenti del presidente francese Emmanuel Macron:
“Se Vladimir Putin non incontrerà il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, entro lunedì, come richiesto da Donald Trump, significherà che il presidente Putin ha giocato con il presidente Trump e questo non può restare senza risposta”.
L’obiettivo dichiarato resta quello di ridurre le violenze e creare le condizioni per una pace duratura.
Financial Times: “Trump vuole i peacekeeper cinesi in Ucraina”, la replica dalla Casa Bianca
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Donald Trump avrebbe espresso apertura all’invio di peacekeeper cinesi in Ucraina una volta conclusa la guerra, in linea con quanto ipotizzato dal presidente russo Vladimir Putin.
La notizia è stata diffusa da quattro fonti vicine al quotidiano britannico. Un alto funzionario dell’amministrazione ha chiarito che non sono mai state discusse operazioni di peacekeeping cinesi, sottolineando come l’ipotesi sia stata precedentemente respinta da Kiev e sia osteggiata dalle principali capitali europee, vista la posizione della Cina a favore dell’invasione russa.