Nel pomeriggio di ieri, Piazza Affari ha concluso la contrattazione con un Ftse Mib in rialzo dello 0,8% portando l’indice a 51.969 punti. Nonostante il risultato positivo, il volume degli scambi è sceso a 2,9 miliardi di euro inferiore ai più di 3 miliardi registrati nelle tre sessioni precedenti. L’effetto complessivo ha mostrato una certa cautela degli investitori, ma ha comunque consentito una chiusura sopra il livello di apertura.
Andamento dei rendimenti sovrani e dello spread Btp-Bund
L’aspetto più rilevante sul fronte obbligazionario è stato il noto spread Btp-Bund che ha registrato una contrazione di 86 punti base. Il rendimento dei Btp decennali è calato di 5,5 punti base attestandosi al 4,36% mentre il Bund tedesco a 10 anni è sceso di 3,1 punti base fermandosi al 3,5%.
Un margine più stretto tra i due titoli indica una percezione di rischio più contenuta da parte del mercato italiano rispetto al benchmark tedesco.
Le azioni che hanno guidato il rialzo
Tra i titoli più performanti spiccano PrysmianLottomaticaItalgasCucinelliA2A e STM tutti in crescita tra il 2,0% e il 3,4%. Anche Inwit (+1,93%) e Enel (+1,8%) hanno contribuito al trend positivo, mentre Saipem ha guadagnato l’1,4% grazie all’assegnazione di un’importante commessa in Finlandia.
Questi movimenti riflettono un mix di ottime prospettive operative e di notizie positive legate a nuovi contratti o a integrazioni strategiche.
Small cap e titoli a bassa capitalizzazione
Nel segmento delle società a minore capitalizzazione, New Princes ha registrato un +8,52%, la migliore performance degli ultimi cinque mesi, mentre Tisg ha toccato un +12,28% dopo aver ricevuto undici offerte da investitori interessati al suo salvataggio. Questi rialzi evidenziano la volatilità tipica delle small cap, ma anche il potenziale di guadagno rapido in caso di operazioni di ristrutturazione o di interesse da parte di fondi finanziari.
Azioni in calo e pressioni settoriali
Non tutti i comparti hanno condiviso l’ottimismo. Stellantis ha subito il maggior ribasso, scendendo del 3,33% dopo la revisione dell’analista Berenberg, che ha modificato il rating a “hold”. Altre società con performance negativa includono Nexi (-1,3%), Eni (-0,8%) e Fincantieri (-0,61%). Anche il comparto bancario ha mostrato segni di pressione, sebbene più contenuta: UniCredit è rimasto quasi stabile, Bper Banca in lieve calo dell’1,06% e Banco BPM con un +0,41%.
Le banche più stabili
Al contrario, Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha chiuso con una minima variazione positiva (+0,14%), mentre Intesa Sanpaolo è in lieve guadagno (+0,6%). Questi dati confermano una leggera riduzione della pressione sui titoli bancari, contribuendo a smorzare il potenziale impatto negativo sull’indice complessivo.
