> > Guerriglia urbana a Milano: 200 giovani, 80% minorenni, arresti e danni

Guerriglia urbana a Milano: 200 giovani, 80% minorenni, arresti e danni

Guerriglia urbana a Milano: 200 giovani, 80% minorenni, arresti e danni

Milano è tornata a vivere una guerriglia urbana: oltre 200 giovani, l'80% minorenni, hanno saccheggiato negozi e affrontato la polizia.

Sabato 17 e domenica 18 il centro di Milano è stato teatro di una serie di scontri che hanno coinvolto centinaia di giovani. Le vie intorno a piazza Duomo – via Torino, largo Cairoli, corso Garibaldi e largo La Foppa – sono state invase da gruppi incappucciati che hanno lanciato bottiglie, sassi e bombe carta contro la polizia, provocando danni a vetrine, negozi e arredi pubblici.

Il numero totale di soggetti portati in Questura supera i 200 di cui circa 80% sono minorenni. Alcuni di loro hanno appena 11 o 12 anni, altri 13, praticamente bambini che si sono trovati immersi in una situazione di scontro diretto con le forze dell’ordine.

Il dilagare della violenza nel centro di Milano

Le prime agitazioni si sono concentrate su via Torino, dove gruppi di giovani hanno assaltato un supermercato Carrefour, picchiando la sicurezza e razziando gli scaffali. Anche Foot Locker e il negozio Champion sono stati oggetto di saccheggi, con vetri infranti e merce portata via. In via Orefici è stata danneggiata la vetrina di Under Armour, mentre in via Dante si sono susseguiti lanci di bombe carta e sassi contro i carabinieri.

Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni, idranti e, in alcuni casi, manganelli. Decine di giovani sono stati fermati sul posto; al termine della giornata gli agenti risultano 104 feriti per le lesioni subite durante i continui scontri.

Chi sono i protagonisti: profili, età e provenienza

I partecipanti provengono da diversi comuni della provincia lombarda – Treviglio, Cernusco, Saronno, Lomazzo – e da zone limitrofe. Sono definiti “maranza” di seconda e terza generazione, con origini miste tra Italia, Europa dell’Est e Nord-Africa. Alcuni dichiarano di volere solo di protestare contro uno Stato che li ignora altri parlano di povertà e di una mancanza di opportunità. Un giovane ha affermato: “Spaccare significa protestare contro lo Stato che non ci vede”.

Molti di loro, senza un leader unico sono arrivati in massa grazie a inviti pubblicati sui social. Un video con la foto di una macchina dei carabinieri distrutta ha lanciato l’appello “Oggi parte 2. Ritrovo in Duomo ore 15”, radunando almeno duemila ragazzi in piazza.

Le reazioni sui social

Durante i due giorni di violenza, gli stessi partecipanti hanno filmato le proprie azioni, postando selfie davanti a veicoli dei carabinieri bruciati o a vetrine frantumate. Alcune pagine hanno persino iniziato a raccogliere dati su genitori e indirizzi, minacciando ritorsioni. L’epidemia di video ha alimentato il circolo vizioso di imitazione e reclutamento, rendendo difficile il contenimento da parte delle autorità.

Le conseguenze legali e i danni materiali

Il primo giorno, 72 persone sono state fermate, con 16 arresti (11 minorenni e 5 maggiorenni, tra cui una ragazza). Sono state avviate denunce per devastazione, lesioni aggravate e resistenza aggravata. Un ulteriore gruppo di 22 soggetti è stato denunciato, undici dei quali minorenni.

Per 19 giovani è stato avviato il procedimento per il Daspo Urbano di cui 13 indagati e 6 arrestati. Inoltre, le forze dell’ordine hanno segnalato ferite a 104 operatori. I danni alle strutture commerciali – vetrine di Vodafone, Rinascente, Decathlon e numerosi negozi sportivi – ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro, mentre le autorità continuano a valutare la totale entità delle perdite.

Al mattino successivo le strade sembravano tornare alla normalità, ma le tracce della violenza – cestoni rovesciati, segnaletica bruciata e feriti ancora in cura – ricordavano che la tranquillità era solo apparente.

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