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Guterres: l'intelligenza artificiale non può essere decisa da pochi; Baiocchi coordinatrice in Messico

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António Guterres chiede che il futuro dell'intelligenza artificiale non sia deciso da «pochi miliardari» e invita a politiche condivise; intanto Allegra Baiocchi entra in carica come coordinatrice residente in Messico portando oltre 25 anni di esperienza

Il dibattito globale sull’intelligenza artificiale si intreccia con le scelte istituzionali delle Nazioni Unite: da un lato il Segretario generale António Guterres ha lanciato un monito pubblico perché la traiettoria dell’AI non venga affidata a una ristretta cerchia di influenti imprenditori; dall’altro l’ONU continua a rafforzare la propria rete territoriale con nomine che mirano a coniugare sviluppo sostenibile e governance tecnologica.

Il messaggio centrale è chiaro: la tecnologia deve avere una gestione collettiva e inclusiva.

Un avvertimento contro la concentrazione del potere sull’AI

Secondo António Guterres, occorre sostituire la retorica fatta di isteria o esaltazione con una strategia basata su dati verificabili e cooperazione internazionale. Il Segretario generale ha sottolineato che non si può lasciare la definizione del futuro digitale nelle mani di «pochi miliardari», perché questo rischia di concentrare benefici e rischi in spazi ristretti. La sua posizione richiama la necessità di norme che garantiscano trasparenza, responsabilità e accesso equo alle tecnologie emergenti.

Perché la governance dell’AI è cruciale

L’adozione accelerata dell’AI comporta effetti economici, sociali e geopolitici di vasta portata: dall’automazione del lavoro alla disinformazione, fino al controllo dei dati e alla sicurezza. Guterres ha invitato a costruire piattaforme multilaterali dove evidenze scientifiche e valutazioni d’impatto guidino le decisioni, suggerendo che il dibattito non può ridursi a slogan, ma richiede prove e trasparenza.

La nomina di Allegra Baiocchi: competenze per la localizzazione dell’Agenda 2030

In parallelo alle discussioni sulle policy globali, l’ONU ha perfezionato una nomina significativa: il 17/02/António Guterres ha scelto Allegra María del Pilar Baiocchi come nuova Coordinatrice residente del sistema ONU in Messico. Baiocchi ha assunto formalmente le funzioni il 15 febbraio con il placet del governo messicano e porta in dote oltre 25 anni di esperienza in sviluppo sostenibile e azioni umanitarie.

Un profilo internazionale con radici italiane

La carriera di Baiocchi è caratterizzata da incarichi in teatri complessi: ha guidato missioni in Costa Rica e Camerun e ha lavorato in paesi come Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sudan e Sud Sudan. Laureata in Scienze Politiche ed Economia dello Sviluppo all’Università “La Sapienza” di Roma, è nota per l’approccio gestionale alla cooperazione internazionale e per l’attenzione alla localizzazione delle politiche dell’Agenda 2030.

Convergenza tra governance tecnologica e sviluppo locale

La nomina di Baiocchi arriva in un momento in cui l’ONU promuove pratiche che connettono le politiche globali con le realtà locali. Nel suo mandato in Costa Rica, la coordinatrice ha lavorato per integrare politiche pubbliche basate su evidenze, coesione sociale nello spazio digitale e la governance delle tecnologie emergenti. Questi temi sono direttamente rilevanti rispetto alle preoccupazioni espresse da Guterres sull’AI.

Dal campo alla politica: un approccio pratico

Baiocchi ha dichiarato, in passato, che lo sviluppo sostenibile è «una pratica quotidiana» e non un mero manifesto teorico. Questa idea sottolinea l’importanza di tradurre norme internazionali in programmi attuabili sul territorio: formazione, inclusione digitale e regolamentazione locale dell’uso dei dati possono costituire strumenti concreti per evitare che l’AI rimanga dominio esclusivo di pochi attori.

Implicazioni e prossimi passi

Le dichiarazioni pubbliche di Guterres e le nomine operative come quella di Baiocchi segnalano un duplice impegno dell’ONU: promuovere regole globali per l’AI e rafforzare la capacità locale di applicare tali regole. Il rischio di una governance concentrata richiede risposte multilivello che coniughino standard internazionali, coinvolgimento delle comunità e, soprattutto, evidenze scientifiche per orientare le scelte politiche.