In un gesto di profonda carità e solidarietà, Papa Leone XIV ha scelto di trascorrere la giornata a Castel Gandolfo con 200 persone fragili, provenienti dalla diocesi di Roma. Questo incontro, che si è svolto al Borgo Laudato si’ immerso nei Giardini Pontifici rappresenta un ulteriore passo nel percorso pastorale del Pontefice verso le periferie umane.
Il pranzo, che ha visto la partecipazione di mamme sole, rifugiati e persone in difficoltà economica e sociale, è stato organizzato in collaborazione con la Caritas e numerose realtà impegnate nell’assistenza ai più fragili. Prima del pasto, i partecipanti hanno preso parte alla celebrazione eucaristica con la Liturgia della custodia della creazione seguita da una visita guidata al Borgo Laudato si’, un progetto nato per coniugare spiritualità, ambiente e formazione.
Un pranzo di fraternità e accoglienza
Il pranzo a Castel Gandolfo non è stato un evento formale o diplomatico, ma un momento di condivisione autentica. Papa Leone XIV ha accolto i commensali senza discorsi preparati, ma con un messaggio di giustizia e carità. “Sono venuto senza discorso, però con fame, fame di giustizia, con fame di autentica carità, con la fame per una Chiesa che veramente sappia aprire le porte, accogliere, ricevere tutti, dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione e il perdono della pace”, ha dichiarato il Pontefice.
Questo incontro segue la recente visita di Leone XIV a Lampedusa un altro gesto simbolico del suo impegno per le periferie umane. Il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di formazione Laudato si’ ha sottolineato come questo appuntamento rappresenti un segnale preciso: la Chiesa è chiamata a stare accanto a chi vive situazioni di vulnerabilità, trasformando la prossimità in testimonianza concreta.
La testimonianza concreta della carità
L’elemosiniere pontificio, monsignor Luis Marín de San Martín, ha ricordato che la carità non si misura con le parole, ma con la capacità di condividere tempo, presenza e relazioni. Anche il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina, ha evidenziato come la scelta dei partecipanti, provenienti dalle parrocchie e dalle associazioni ecclesiali, voglia restituire visibilità a chi troppo spesso rimane ai margini.
In un mondo in cui i grandi della Terra si incontrano attorno a tavoli dove si discutono guerre, dazi e strategie economiche, Papa Leone XIV ha scelto un’altra agenda. Con questo gesto, il Pontefice ricorda che, a volte, il gesto più rivoluzionario non è firmare un trattato, ma condividere il pane con chi rischia di essere dimenticato.
Un impegno per eliminare le cause della povertà
Durante il pranzo, Papa Leone XIV ha espresso il suo auspicio per l’eliminazione delle cause della povertà e dell’ingiustizia che ancora esistono nel nostro mondo. Questo incontro a Castel Gandolfo rappresenta un ulteriore passo nel suo impegno per una Chiesa che sappia accogliere e amare tutti, senza distinzioni.
Il Borgo Laudato si’, con i suoi Giardini Pontifici, è diventato un simbolo di questo impegno, un luogo dove spiritualità, ambiente e formazione si incontrano per creare un futuro più giusto e solidale. Questo pranzo di fraternità è un esempio concreto di come la Chiesa possa essere un faro di speranza e solidarietà per tutti coloro che vivono in situazioni di fragilità.
