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"Il principe e l'autista", storia di un'impresa epica

Torino, 17 apr. (askanews) – Si è tenuto, al Museo Nazionale dell’Automobile, un incontro dedicato alla presentazione del libro “Il principe e l’autista. Il raid Pechino-Parigi del 1907”, scritto da Andrea Gentili, che racconta una delle imprese più straordinarie della storia dell’automobile.Al centro del racconto, il celebre raid Pechino-Parigi del 1907, una sfida epica che attraversò continenti e culture, contribuendo ad affermare l’automobile come simbolo di progresso e modernità.

Protagonisti dell’impresa il principe Scipione Borghese, il giornalista Luigi Barzini e il meccanico Ettore Guizzardi, figure che nel libro diventano il filo conduttore di un racconto tra avventura, innovazione e contesto geopolitico.L’incontro si è sviluppato come un dialogo tra l’autore e i rappresentanti del museo. Un’occasione unica per osservare da vicino il veicolo e scoprirne le caratteristiche tecniche, grazie all’intervento del conservatore Davide Lorenzone.Nel corso dell’evento abbiamo raccolto anche le parole di Massimo Di Tore, che ha sottolineato il valore culturale e narrativo di iniziative come questa, capaci di unire memoria storica e divulgazione contemporanea.”Noi oggi siamo ospiti qui del MAUTO, che ha organizzato questo evento per la presentazione del libro di Andrea Gentili sul Raid Pechino-Parigi, questa impresa storica compiuta, nel 1907, con un’Itala dal principe Scipione Borghese.

Ma invece, il 18 di maggio, avremo un nostro evento di presentazione, di quello che sarà il nuovo corso di Itala, attraverso la presentazione dei modelli che comporranno la nuova gamma Itala. Un progetto di revamping importante, che prevede il ritorno a vita di questo marchio iconico, storico” ha dichiarato il Dr Automobiles Groupe Communication & Marketing Director.Ad arricchire la serata, anche l’esposizione della storica Itala Pechino-Parigi, appartenente alla collezione del museo, protagonista assoluta del raid.

“Ovviamente, per noi, è una grande emozione poter ridare vita a questo brand iconico, storico. Fa parte del patrimonio automotive italiano e sentiamo anche un po’ la responsabilità e il peso, di questo progetto di revamping. Però ci crediamo molto e sarà un progetto Made in Italy, perché prevede il coinvolgimento dell’indotto automotive italiano” ha concluso Di Tore.Un appuntamento che ha unito letteratura, storia e cultura industriale, confermando il ruolo del museo come luogo di narrazione e valorizzazione della grande tradizione automobilistica italiana.