Un vasto incendio scoppiato a Los Gallardos, nella provincia di Almería ha causato la morte di almeno 12 persone e ne ha ferite sei. Diverse vittime sono state rinvenute all’interno di veicoli avvolti dalle fiamme, mentre le autorità continuano le ricerche per le persone disperse. Circa 1000 residenti sono stati evacuati dalle loro abitazioni e sul posto lavorano circa 150 vigili del fuoco sostenuti da squadre aggiuntive per domare il rogo.
L’episodio si è verificato in un contesto di eccezionale ondata di calore che ha aggravato la diffusione delle fiamme.
Dettagli sull’incendio di Los Gallardos e sulle persone coinvolte
Secondo i resoconti raccolti, l’incendio avrebbe avuto origine dopo la caduta di un cavo elettrico che si sarebbe a contatto con il terreno, innescando il propagarsi rapido del fuoco verso un’area boscata vicina.
Le autorità non hanno ancora confermato ufficialmente la causa, ma i testimoni locali indicano la dinamica del cavo come possibile innesco. Al momento risultano 19 persone disperse il presidente del governo regionale andaluso, Juan Manuel Moreno Bonilla ha riferito via Cope radio network che tra gli 11 corpi finora identificati ci sono quattro persone che viaggiavano nella stessa auto e ha aggiunto: “We may have a twelfth fatality“.
Evacuazioni e risposta dei soccorsi
Per contenere l’emergenza è stato disposto lo sgombero di circa 1000 residenti nelle aree a rischio. Le squadre di soccorso hanno chiuso strade principali per facilitare i movimenti dei mezzi antincendio e hanno concentrato le operazioni sulle fasce di vegetazione più esposte. Il numero di operatori impegnati — intorno a 150 — comprende unità a terra e mezzi di supporto aggiuntivi. Le ricerche per le persone scomparse proseguono in condizioni difficili a causa delle alte temperature e della rapidità di propagazione del fuoco.
Altri focolai in Andalusia e impatto sulla rete di trasporti
Nella stessa giornata un altro incendio è divampato vicino a Estepona alimentato dal vento che ha spinto le fiamme verso nord fino al territorio di Benahavís. L’enorme colonna di fumo è stata visibile dalla Costa del Sol e ha reso necessaria l’evacuazione precauzionale di circa 100 persone e la chiusura di strade principali per permettere l’intervento dei mezzi antincendio. In parallelo, un nuovo rogo nella provincia di Córdoba ha provocato la chiusura di una strada e la sospensione dei servizi ferroviari tra Alcolea de Córdoba e la capitale provinciale, con ripercussioni anche sui collegamenti alta velocità per Madrid.
Le autorità regionali hanno monitorato lo sviluppo dei fronti di fiamma per limitare i danni alle infrastrutture e proteggere le popolazioni costiere e interne. Le interruzioni stradali e ferroviarie dimostrano come gli incendi stiano incidendo non solo sulla sicurezza civile ma anche sulla mobilità e sui collegamenti fondamentali tra città.
Contesto climatico e dimensione dei danni in Spagna
I dati sul recente periodo indicano che giugno è stato il mese più caldo mai registrato in Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale, condizioni che hanno favorito l’innesco e la rapida estensione degli incendi. Nell’ultimo mese la Spagna ha visto andare in fumo circa 160 chilometri quadrati di territorio. Tra le aree più colpite figurano regioni del nord come la Cantabria e zone montane al confine con la Francia, dove grandi incendi hanno devastato estensioni significative di vegetazione.
In particolare, nelle vicinanze dei Pirenei un rogo ha interessato oltre 20 chilometri quadrati di superficie, e il 97% dell’area interessata rientra nella riserva naturale protetta di Les Gavarres. Questi numeri riflettono non solo l’intensità degli eventi ma anche la vulnerabilità degli ecosistemi e delle comunità locali in presenza di ondate di calore estreme.
Le istituzioni regionali e i servizi di emergenza rimangono in stato di massima allerta mentre proseguono le operazioni di spegnimento, le attività di ricerca delle persone mancanti e le valutazioni dei danni. L’insieme degli incendi in Andalusia e in altre parti della Spagna evidenzia l’urgenza di strategie di prevenzione e risposta calibrate su eventi climatici sempre più intensi.
