(Adnkronos) – “La prospettiva del sindacato, di fronte all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, deve essere quella del lavoratore e dell’impatto che queste trasformazioni possono avere sulle persone nei luoghi di lavoro”. Lo ha dichiarato Angelo Raffaele Margiotta, Segretario Generale Confsal, intervenuto in collegamento al panel “AI, sicurezza sul lavoro e modelli 231”, svoltosi a Bologna nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026.
Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sul rischio psicosociale come punto di incontro tra sicurezza, digitalizzazione e intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di rendere i lavoratori consapevoli dei nuovi fattori di stress connessi all’evoluzione tecnologica.
“Il rischio psicosociale – ha evidenziato – è oggi l’elemento che collega sicurezza, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Il compito del sindacato e della formazione è rendere i lavoratori consapevoli dei fattori di rischio, dei segnali di stress e delle strategie utili per mitigarne gli effetti”.
Secondo il Segretario Generale Confsal, l’impatto dell’Ia riguarda diversi ambiti: dalla robotica collaborativa alla gestione dell’organizzazione del lavoro attraverso sistemi intelligenti, fino all’intelligenza artificiale generativa nei processi educativi e formativi.
“Non possiamo incidere sulle grandi dinamiche evolutive dell’intelligenza artificiale – ha sottolineato Margiotta – ma, se non possiamo evitare che piova, dobbiamo costruire l’ombrello adatto per mettere al riparo i lavoratori”.
La risposta, ha spiegato, passa dal raccordo tra formazione, innovazione e sicurezza. In questo quadro, i Fondi interprofessionali sono chiamati a prendere in carico i fabbisogni formativi generati dall’introduzione dell’IA nei luoghi di lavoro, in coerenza con il ruolo di Confsal nella rappresentanza delle istanze dei lavoratori e nella tutela della loro salute e sicurezza di fronte ai nuovi rischi psicosociali.
“La nostra missione – ha concluso Margiotta – è mettere al riparo i lavoratori dai nuovi rischi psicosociali connessi all’intelligenza artificiale, dallo stress lavoro-correlato e dalle nuove forme di tecnostress. È questo l’impegno da assumere nei confronti dei lavoratori, coniugando formazione, innovazione e sicurezza e mettendoli nelle condizioni di riconoscere i nuovi rischi, i segnali di stress e gli strumenti utili alla mitigazione dei loro effetti”.
L’intervento di Margiotta ha aperto la partecipazione di Confsal ad Ambiente Lavoro 2026, in programma fino al 28 maggio, dove anche quest’anno la Confederazione è presente con un calendario di appuntamenti dedicati a prevenzione, sicurezza, formazione, stress lavoro-correlato e valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva.
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