Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha inaugurato la Convention di Dallas, un evento senza precedenti convocato in vista delle elezioni di midterm. Con un approccio insolito, Trump ha sfidato le consuetudini politiche, mettendo in gioco la sua popolarità personale per influenzare l’esito delle votazioni.
La guerra con Teheran è stato uno dei temi centrali del suo discorso.
Trump ha dichiarato che il conflitto “finirà subito dopo le elezioni midterm, perché gli iraniani non possono più resistere. Sono disperati e cercano di influenzare il voto”. Questa affermazione riflette la sua convinzione che la pressione internazionale e interna stia spingendo l’Iran a cercare una soluzione negoziata.
La strategia di Trump: una Convention senza precedenti
In genere, i presidenti evitano di legare il loro nome alle elezioni di midterm, per poter scaricare eventuali sconfitte sui candidati. Trump, invece, ha scelto una strada diversa. Ha chiesto agli americani di votare come se fosse in corsa lui stesso, convinto di essere una calamita di consensi. La Convention di Dallas, ribattezzata “Trumpapalooza” dai detrattori, è stata ideata per mobilitare gli elettori stanchi di guerra, inflazione e caos.
Questa scelta coraggiosa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se i sondaggi che lo danno al 30% di popolarità si rivelassero accurati, Trump potrebbe trovarsi in difficoltà. Tuttavia, lui è convinto che i risultati dei primi due anni di mandato possano ribaltare la situazione, trasformando il referendum su se stesso in un trionfo.
Le assenze significative
Non tutti i candidati repubblicani hanno partecipato alla Convention. La first lady Melania Trump è rimasta assente, così come la candidata al Senato in Maine, Susan Collins. Entrambe temono che la vicinanza a Trump possa danneggiare le loro campagne, soprattutto in un contesto come il New England, dove l’aumento del prezzo della benzina è una preoccupazione maggiore della guerra in Iran.
Queste assenze riflettono una divisione all’interno del partito repubblicano. Mentre Trump cerca di unificare la base, alcuni candidati preferiscono mantenere le distanze, consapevoli che l’effetto boomerang potrebbe essere significativo. La popolarità di Trump, sebbene forte tra la base Maga, rischia di trascinare verso il basso l’intero partito.
Le sfide per il Senato e la Camera alta
Uno dei punti cruciali della Convention è la sfida per il seggio senatoriale del Texas. Il democratico Talarico insidia il repubblicano Paxton, e una sua vittoria non solo toglierebbe al Gop un posto chiave per conservare la maggioranza alla Camera alta, ma darebbe anche la sensazione di un tracollo. Questo scenario è particolarmente preoccupante per Trump, che vede nelle elezioni di midterm una prova del fuoco per la sua leadership.
La Convention di Dallas si è conclusa con il discorso del vicepresidente Vance, ma è stato Trump a tenere le conclusioni. Partecipano i big dell’amministrazione e alcuni candidati dei distretti e Stati più in bilico, 35 secondo il calcolo di Trump. Questi candidati sperano di brillare di luce riflessa, ma il rischio di un effetto boomerang rimane alto.
In un contesto politico così polarizzato, la Convention di Dallas rappresenta un momento cruciale. Trump ha messo in gioco la sua popolarità personale, e il risultato delle elezioni di midterm potrebbe determinare il futuro della sua amministrazione e del partito repubblicano.
