Antonio Pone, direttore centrale Entrate contributive Inps, spiega come l’integrazione delle banche dati possa consentire di semplificare l’accesso al congedo di maternità attraverso la virtualizzazione della domanda. Il progetto utilizza il certificato medico di gravidanza e le informazioni contributive del flusso UniEmens per predisporre la pratica, lasciando alla lavoratrice la conferma dell’effettiva fruizione.
“Abbiamo pensato un qualcosa di davvero innovativo, non togliere la carta ma cambiare il processo e in questo caso togliere addirittura la domanda”. Un modello che punta a ridurre gli adempimenti e a rendere il servizio più immediato.
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