L’inchiesta sulla presunta manipolazione delle designazioni arbitrali si arricchisce di nuovi dettagli. Le intercettazioni condotte dalla Procura di Milano e dalla Guardia di Finanza hanno portato alla luce presunte pressioni esercitate dall’Inter per evitare arbitri considerati ‘porta sfortuna’.
Le indagini si concentrano su quattro partite, tra cui la recente Torino-Inter del 26, dove l’arbitro Maurizio Mariani sarebbe stato designato solo dopo il consenso del club nerazzurro.
Mariani, noto per aver diretto ai Mondiali, era stato contestato dall’Inter per episodi avvenuti durante una partita contro il Napoli nell’.
Il ruolo di Gianluca Rocchi e le interferenze
Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale per le stagioni 2026-2026 e 2026-2026, è al centro delle accuse. Secondo la Procura, Rocchi avrebbe agito in concorso con esponenti dell’Inter sfruttando presunti rapporti preferenziali con Gabriele Gravina presidente della Fgci-Federazione italiana giuoco calcio.
Le intercettazioni rivelano che Rocchi avrebbe accettato interferenze per alterare le designazioni arbitrali, un’azione che potrebbe configurare il reato di frode sportiva. Tuttavia, non ci sono prove dirette di conversazioni tra Rocchi e Gravina, rendendo necessaria una valutazione approfondita delle effettive conseguenze di queste interferenze sul corso delle partite.
Le partite sotto indagine
Oltre a Torino-Inter, l’inchiesta si concentra su altre tre partite della stagione 2026: Inter-Verona del 3 maggio, Bologna-Inter del 20 aprile e il derby di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile. In particolare, per la partita contro il Bologna, si ipotizza un accordo tra Rocchi e dirigenti dell’Inter per designare l’arbitro Andrea Colombo considerato gradito al club nerazzurro.
Un altro episodio rilevante riguarda la partita Inter-Verona, dove Rocchi avrebbe scelto l’arbitro Gianluca Manganiello per evitare Simone Sozza poco gradito all’Inter. Questi episodi suggeriscono un pattern di interferenze che la Procura sta cercando di chiarire.
Le ‘bussate’ alla Sala Var e l’evoluzione dell’inchiesta
Un capitolo dell’inchiesta che sembra chiudersi riguarda le cosiddette ‘bussate’ alla Sala Var di Lissone. Inizialmente, i pm avevano ipotizzato pressioni dirette per influenzare le decisioni dei tecnici Var, ma queste accuse sono state ufficialmente espunte dal fascicolo. La Procura di Monza potrebbe ora occuparsi di questo filone dell’indagine.
Nonostante le nuove intercettazioni, la Procura di Milano sembra orientata verso una richiesta di archiviazione per le accuse relative alle designazioni arbitrali pilotate. Tuttavia, le indagini continuano, e nuovi elementi potrebbero emergere, complicando ulteriormente il quadro accusatorio.
Gianluca Rocchi, che si è autosospeso dalla carica di designatore il 25 aprile, ha già reso un interrogatorio davanti ai magistrati, difendendo il proprio operato. La sua posizione, tuttavia, rimane critica, e l’esito finale dell’inchiesta è ancora incerto.
