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La comunità della moschea Al-Wahid a Milano ha organizzato una serata aperta alla cittadinanza per condividere il rito della rottura del digiuno, l’iftar, e promuovere il confronto diretto tra musulmani, cittadini e rappresentanti istituzionali. L’iniziativa mira a favorire la conoscenza reciproca attraverso la condivisione di un pasto, strumento pratico per ridurre incomprensioni e paure derivanti dalla scarsa conoscenza reciproca.
Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza del dialogo a livello spirituale, culturale e istituzionale. Aprire le porte della moschea in un giorno simbolico come il venerdì intende mostrare la sede come spazio di cittadinanza attiva e luogo in cui la pratica religiosa si intreccia con la responsabilità sociale verso il quartiere e la città.
Un invito che unisce istituzioni e comunità
All’incontro hanno partecipato figure istituzionali locali, presenti per testimoniare l’interesse delle istituzioni a promuovere il dialogo interculturale. Tali presenze contribuiscono a normalizzare le relazioni tra luoghi di culto e amministrazione pubblica e a promuovere percorsi di collaborazione su temi sociali e di integrazione. Per la moschea, aprirsi alle autorità è anche un segnale di volontà di contribuire alla vita cittadina oltre il perimetro religioso.
Significato simbolico e funzione civica
La serata di iftar assume valore oltre l’aspetto conviviale: è un atto simbolico che valorizza il digiuno come esperienza di riflessione personale e responsabilità collettiva. In contesti in cui pratiche religiose diverse coesistono, iniziative di questo tipo promuovono un modello di cittadinanza fondato sul rispetto reciproco e su collaborazione pratica per il bene comune.
Gli organizzatori hanno illustrato il significato del Ramadan, non limitandosi agli aspetti alimentari ma evidenziando i valori di purificazione, solidarietà e crescita personale associati al mese sacro. La condivisione del pasto serale è stata utilizzata come momento educativo. Parlare del suhoor e dell’iftar, delle preghiere quotidiane e delle pratiche comunitarie aiuta i non praticanti a comprendere abitudini e motivazioni profonde.
Dialogo interreligioso e relazioni di vicinato
Tra gli ospiti erano presenti rappresentanti di altre confessioni religiose, con i quali si sono svolti scambi informali. Questo dialogo interreligioso rafforza l’idea che la convivenza cittadina si costruisce anche attraverso momenti di ascolto e conoscenza reciproca. Sul piano pratico, la conoscenza tra vicini contribuisce a prevenire timori e stereotipi e facilita collaborazioni su iniziative sociali e di supporto alle fasce più deboli del quartiere.
Verso una cittadinanza partecipata
L’evento alla moschea Al-Wahid è stato concepito come passo verso una cittadinanza più partecipata, in cui istituzioni e comunità religiose dialogano per costruire servizi e iniziative condivise. Gli organizzatori hanno ricordato che la pratica del digiuno può essere interpretata come un invito a orientare l’attenzione verso il bene collettivo e a tradurre quei principi in attività di solidarietà rivolte a persone in difficoltà economica o sociale.
L’apertura della moschea alla cittadinanza durante il Ramadan è stata presentata come un atto pratico di inclusione: mangiare insieme, ascoltare le storie e confrontarsi sulle regole della vita quotidiana sono strumenti concreti per costruire fiducia reciproca e pratiche condivise di cittadinanza.