Il killer accusato di due efferati omicidi di escort rumene ha tentato di evadere dal carcere di Sollicciano a Firenze, ma il suo tentativo è stato prontamente sventato da un agente di ronda. L’episodio riporta l’attenzione sulle falle nella sicurezza penitenziaria e sull’imminente processo che vedrà l’uomo rispondere dei gravissimi delitti.
Il killer delle escort tenta di evadere dal carcere: i delitti e il processo
Vasile Frumuzache, ex guardia giurata, era stato trasferito a Sollicciano nel 2025 per motivi di sicurezza dopo un’aggressione subita nel carcere di Prato da un altro detenuto. I crimini che gli vengono contestati hanno profondamente scosso l’opinione pubblica: Ana Maria Andrei, 27 anni, scomparve ad agosto 2024 a Montecatini Terme; Maria Denisa Paun, 30 anni, fu assassinata nel maggio 2025 all’interno del residence dove riceveva clienti a Prato. Entrambi i casi portarono all’arresto di Frumuzache, che in seguito ha fornito confessioni sempre più dettagliate e inquietanti sul trattamento dei corpi delle vittime.
La tentata evasione è avvenuta alla vigilia del processo unificato davanti alla Corte d’Assise di Firenze, che prenderà in esame entrambe le indagini per via della continuità fattuale tra i delitti.
Il killer delle escort tenta di evadere dal carcere: il piano e l’intervento di un agente
La mattina di mercoledì 4 febbraio, Vasile Frumuzache, detenuto rumeno di 32 anni, ha tentato di evadere dal carcere di Sollicciano a Firenze. L’uomo, accusato degli omicidi di due escort sue connazionali – Maria Denisa Paun e Ana Maria Andrei, rispettivamente assassinati a Prato nel 2025 e a Montecatini Terme nel 2024 – ha cercato di scavalcare i muri della struttura usando una corda improvvisata con lenzuola.
Il tentativo è avvenuto intorno alle 10, durante l’ora d’aria, ma è stato immediatamente fermato da un solo agente di ronda che stava pattugliando il perimetro in auto. Il sindacato Osapp ha lodato il pronto intervento del poliziotto, pur evidenziando le gravi lacune organizzative e strutturali del carcere, preoccupato dal fatto che un detenuto ad alta sorveglianza sia riuscito a tentare un’evasione così audace.