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La monumentalità dell'intenzione: Chiara Camoni a Padiglione Italia

Venezia, 7 mag. (askanews) – Un padiglione poetico, delicato, ma anche capace di cambiare pelle e trasformarsi in una discoteca, il tutto tenuto insieme da una forma liquida, che è quella che alimenta il lavoro di Chiara Camoni, l’artista del Padiglione Italia alla Biennale Arte, che con la curatrice Cecilia Canziani ha realizzato il progetto “Con te con tutto”, pensato come “una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo”.

E nello spazio enorme delle due tese del padiglione, il lavoro di Camoni trova un suo indiscutibile equilibrio, senza snaturare la propria dimensione.”C’è una monumentalità che passa attraverso le grandi dimensioni – ha detto l’artista ad askanews – ma c’è una monumentalità che è data anche dall’intenzione, dall’intensità del gesto e dal peso specifico.

Niente qua dentro supera la scala umana, credo che le cose più alte siano due metri. È tutto in una relazione con il corpo, dello spettatore e con lo spazio domestico”. Un bosco di figure dal sottile, ma tenace, potere evocativo, un mondo in costruzione che ci prospetta la possibilità almeno di pensare delle alternative, uno spazio immaginato per accogliere i corpi, tutti i corpi, che possono anche trovare il modo di modificarsi reciprocamente.

Lontano da tutto ciò che è retorico, il Padiglione di Chiara Camoni accoglie con rassicurante semplicità.”Secondo me c’è un’energia che innerva tutta la mostra che è la mia – ha aggiunto – ma è anche quella di tutte le persone che hanno partecipato a questo progetto e che negli anni hanno fatto parte del lavoro. Io so che sono qua perché c’è una comunità di persone che ha creduto nel lavoro e che ha sentito il mondo, direi, in modo simile al mio, e questa è un’altra grande rivelazione”. Nella struttura del progetto rientrano dialoghi e un public program, ma anche momenti performativi, come quello in cui, al ritmo della musica dance, vengo creati dei nuovi vasi. “È un po’ portare anche il gesto minimo, il gesto base, che è la radice del lavoro di Chiara Camoni – ci ha detto la curatrice Cecilia Canziani – lei spesso dice: ‘Faccio un vaso e faccio un mondo’. Mettere al mondo una scultura è portare qualcosa di bello, in un certo senso anche di utile e di unico all’interno di questo spazio”.In una Biennale che, tra le tante polemiche, ha vissuto anche quella sull’assenza di artisti nostrani nella Mostra internazionale, il Padiglione Italia si conferma un porto sicuro, ormai da diverse edizioni, per progetti significanti, come quelli di Massimo Bartolini nel 2024 e Gian Maria Tosatti nel 2022. Chiara Camoni oggi rinnova quelle belle sensazioni.