Alessandro Di Battista, 48 anni, è un nome che ha segnato la politica italiana degli ultimi decenni. Attualmente ricoverato a Cuba per un malore, il suo percorso è stato straordinario: da attivista del Movimento 5 Stelle a giornalista d’inchiesta, passando per il Parlamento e il teatro.
Nato a Roma il 4 agosto 1978, Di Battista ha sempre avuto una forte vocazione internazionale.
Dopo gli studi in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo e un master in tutela internazionale dei diritti umani, ha lavorato come cooperante in Guatemala, occupandosi di educazione e microcredito.
Le origini politiche e il successo con il Movimento 5 Stelle
La svolta arriva con l’avvicinamento al Movimento 5 Stelle, dove diventa uno dei volti più riconoscibili.
Nel 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati, dove si distingue per il suo stile comunicativo diretto e spesso aspra. Di Battista incarna l’anima movimentista del M5s, quella più legata alla fase originaria del grillismo.
Nel 2014 entra a far parte del direttorio del Movimento, insieme a Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia.
La sua popolarità cresce ulteriormente con il tour “Costituzione coast to coast”, un viaggio in scooter attraverso l’Italia per sostenere il No al referendum sulla riforma costituzionale di Matteo Renzi.
Il rapporto con Luigi Di Maio e le differenze interne al M5s
All’interno del Movimento, Di Battista e Di Maio rappresentano due anime diverse: il primo incarna il lato barricadero, il secondo quello più istituzionale. Di Battista critica duramente la progressiva istituzionalizzazione del M5s e difende il ruolo di Davide Casaleggio e della piattaforma Rousseau.
La rottura con il Movimento e la nuova vita da giornalista
Nel 2026, dopo la decisione dei Cinquestelle di sostenere il governo guidato da Mario Draghi, Di Battista lascia il M5s. Ma la fuoriuscita non significa il ritiro dalla politica. Cambia semplicemente terreno: alla politica istituzionale sostituisce i reportage, i libri, i podcast, la televisione e il teatro.
Tra il 2026 e il 2026 porta sui palcoscenici “Assange. Colpirne uno per educarne cento” e “Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza”. Nel 2026 nasce “Schierarsi”, un’associazione che sembra riportare Di Battista a nuove aspirazioni elettorali.
Il malore a Cuba e le reazioni in Italia
Nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto, Di Battista è stato colpito da un malore a Cuba, dove si trovava per un reportage. Ricoverato in gravi condizioni, ha ricevuto messaggi di sostegno da tutto il mondo. Un’equipe sanitaria del Policlinico Agostino Gemelli di Roma è partita per fornire assistenza medica.
Le sue condizioni restano gravi, ma Di Battista ha promesso di “mettercela tutta per tornare presto”. La comunità del M5s e il governo italiano seguono con attenzione gli sviluppi, in prima battuta con l’ambasciatrice a Cuba Simona De Martino.
