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Lucchini (AmCham): amicizia Italia Usa "non è in discussione"

Milano, 22 giu. (askanews) – Il momento non è dei più semplici e ora più che mai American Chamber of Commerce in Italy si vuole proporre come ponte strategico tra Italia e Stati Uniti d’America. Con quattro nuove nomine all’interno del Consiglio di Amministrazione e la rielezione di Stefano Lucchini come presidente per il suo secondo e ultimo mandato, si è conclusa oggi a Milano la 111esima Assemblea Generale di AmCham, tenutasi nelle sale del Museo di Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci a Milano.

Entrano nel board quattro figure di rilievo nel mondo economico transatlantico: Vito Lo Piccolo (Bank of America), Stefania Radoccia (BIP Law), Nico Losito (IBM) e Giovanni Sandri (Blackrock). Tra gli interventi il rappresentante speciale UE per la regione del Golfo, Luigi Di Maio e in un messaggio la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli.

Il presidente di AmCham Lucchini: “Come succede spesso tra amici, insomma, è abbastanza normale che molto spesso ci si confronti. Ci sono momenti dove i toni magari possono sembrare diversi, ma io credo che la cosa più importante è che, così come è sempre stato, siamo in una situazione dove l’amicizia di due paesi che sono uniti da sempre non è assolutamente in discussione, mai lo sarà.

Siamo fieri di poter contare su un amico come l’Ambasciatore Tilman J. Fertitta, che è il nostro Presidente onorario, che arricchisce la nostra diplomazia con una sensibilità autentica verso il sistema imprenditoriale, una persona che conosce il significato del rischio, dell’investimento, della crescita, dell’occupazione e della concretezza. In una fase in cui la diplomazia economica è parte essenziale della politica estera, credo che avere interlocutori che comprendono davvero il linguaggio delle imprese è un inestimabile valore”, spiega.I numeri lo dimostrano, dice Lucchini: “Le aziende americane in Italia non sono ospiti, ma sono protagoniste, grazie a 3.350 imprese, generano 334.000 posti di lavoro. Noi italiani non siamo da meno: negli Stati Uniti abbiamo 5.954 imprese e sono oltre 300.000 gli americani che in imprese italiane lavorano e sono assunti. Nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto una cifra record di 118 miliardi di dollari, i primi dati del 2026 ne confermano questa tendenza. Al di là del mero numero, questi dati rappresentano il termometro della nostra reciproca fiducia”.Il momento è comunque complesso dopo il recente botta e risposta tra il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Per Simone Crolla, Consigliere Delegato della Camera di Commercio Americana in Italia, “la relazione è assolutamente resiliente e così non potrà che rimanere anche in futuro”. E a chi gli fa notare che non si può far finta di niente rispetto a quanto accaduto in questi giorni, Crolla replica:”Noi osserviamo, come si dice sempre ‘money or business never sleeps’, e noi aggiungiamo anche ‘business listens’, quindi il business ascolta, sente, osserva, capisce, interpreta, ma va avanti perché le necessità anche di collaborazione strategica sono anche più importanti di alcune querelle che poi alla fine troveranno una loro sistemazione nel tempo”.Servizio di Cristina GiulianoMontaggio di Gualtiero BenatelliImmagini askanews