> > Lutto a Macerata, morto Andrea Angeli: ex funzionario Onu senza vita in casa

Lutto a Macerata, morto Andrea Angeli: ex funzionario Onu senza vita in casa

Lutto a Macerata, morto Andrea Angeli: ex funzionario Onu senza vita in casa

Andrea Angeli, ex funzionario e peacekeeper dell’Onu, è stato trovato morto nella sua abitazione a Macerata: aveva 69 anni.

Una vita trascorsa tra missioni internazionali e scenari di guerra, al servizio delle Nazioni Unite. Andrea Angeli è stato trovato morto nella sua abitazione a Macerata, dove la notizia ha suscitato grande cordoglio.

Macerata, morto Andrea Angeli: l’ex funzionario Onu trovato senza vita in casa

Andrea Angeli, 69 anni, ex funzionario e peacekeeper delle Nazioni Unite, è stato trovato morto nella sua casa di via Gramsci, nel centro storico di Macerata.

A fare la tragica scoperta, poco dopo le 21, sono stati la sorella e il cognato, contattati da alcuni amici dell’uomo che da diversi giorni non riuscivano più ad avere sue notizie. Secondo una prima ricostruzione, il decesso potrebbe risalire a giovedì della scorsa settimana.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare la morte, e gli agenti di polizia per gli accertamenti.

Al momento non sarebbero emersi elementi tali da far ipotizzare cause diverse da quelle naturali. Nato a Macerata il 6 dicembre 1956, Angeli era una figura molto conosciuta in città e la notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia.

Dalle missioni Onu nei teatri di guerra al salvataggio sotto le bombe di Sarajevo: chi era Andrea Angeli

La vita professionale di Andrea Angeli è stata segnata da incarichi internazionali svolti in alcuni dei contesti più difficili degli ultimi decenni. Dopo gli studi in Giurisprudenza a Macerata, conclusi nei tempi previsti, aveva ottenuto meno di due anni più tardi anche una laurea in Scienze politiche. Inizialmente il suo futuro sembrava lontano dalle Nazioni Unite: lavorava infatti nell’ufficio Esteri della Guzzini quando un amico lo convinse a partecipare all’ultimo momento a un concorso per l’Istituto per il commercio estero.

Da quella esperienza si aprì la strada verso l’Onu e, nel 1987, arrivò il primo incarico nel Cile di Pinochet. Nel corso della carriera operò poi in Cambogia, trascorse tre anni nella Sarajevo assediata durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina e lavorò anche in Iraq e Kosovo. Fu testimone della caduta di un dittatore in Sud America e della morte dei 19 carabinieri italiani in Iraq, alternando missioni sul campo alla vita diplomatica, fino agli ambienti del Palazzo di Vetro di New York.

Tra gli episodi rimasti più legati al suo nome c’è il salvataggio di Rosaria Bartoletti, allora ultima italiana rimasta a Sarajevo durante il conflitto bosniaco. Il legame con le Nazioni Unite era rimasto forte anche dopo il pensionamento: nel 2018 l’Onu lo richiamò in servizio per un’ultima missione nei Balcani. Negli ultimi anni divideva il proprio tempo tra Macerata e Roma e aveva affidato a diversi libri il racconto delle esperienze accumulate durante la sua lunga attività internazionale.

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