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Matrimonio combinato contro la sua volontà, 15enne ingerisce veleno: arrestato il padre

Matrimonio combinato contro la sua volontà, 15enne ingerisce veleno: arrestato il padre

Un 53enne è stato arrestato nel Riminese: avrebbe imposto alla figlia 15enne un matrimonio combinato, dopo anni di presunti maltrattamenti.

Un uomo di 53 anni è stato arrestato nel Riminese con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, per anni avrebbe sottoposto la moglie e i figli a violenze fisiche e psicologiche. La situazione sarebbe diventata ancora più grave quando avrebbe deciso di imporre alla figlia 15enne un matrimonio combinato in Bangladesh.

Le violenze in famiglia e la richiesta d’aiuto della 15enne

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita mercoledì dai carabinieri della Compagnia di Riccione, in Valconca. L’indagine è partita dalla richiesta d’aiuto della ragazza che, lo scorso luglio, si era confidata con gli assistenti sociali raccontando le presunte vessazioni subite insieme alla madre 45enne e ai fratelli.

Secondo gli accertamenti, come riportato da Il Resto del Carlino, i maltrattamenti sarebbero iniziati quasi vent’anni fa e avrebbero coinvolto nel tempo tutti i componenti della famiglia.

Tra gli episodi contestati ci sarebbero anche percosse con un bastone ai danni dei figli, oltre a pugni, calci e altre aggressioni. Uno dei ragazzi, oggi appena maggiorenne e con una grave disabilità, sarebbe stato a sua volta vittima delle violenze.

La famiglia era già seguita dai servizi sociali per difficoltà economiche, sociali e relazionali e una precedente segnalazione, risalente alla primavera, aveva portato all’apertura di un’indagine successivamente archiviata.

Matrimonio combinato per la figlia 15enne, lei ingerisce veleno: padre arrestato per maltrattamenti

Nel marzo 2025 la 15enne aveva ingerito del veleno, indicato anche come insetticida, tentando di togliersi la vita. Inizialmente aveva attribuito il gesto ad alcuni episodi di bullismo a scuola, ma successivamente sarebbe emerso il profondo disagio legato alla situazione familiare. Il padre, secondo l’accusa, pretendeva di controllarne gli spostamenti e il cellulare, le imponeva di indossare il velo e aveva avviato le pratiche per trasferirla in Bangladesh, dove avrebbe dovuto sposarsi contro la propria volontà.

L’uomo avrebbe persino alterato i documenti della figlia per farla risultare più grande, nonostante la giovane avesse già un fidanzato in Italia. Il gip ha evidenziato nell’indagato «una volontà di dominio assoluto in ambito familiare», ritenendo concreto il pericolo di nuove reazioni violente dopo la decisione dei familiari di sottrarsi al suo controllo. Il 53enne, già noto alle forze dell’ordine per vicende analoghe, è stato trasferito nel carcere dei Casetti e dovrà comparire davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

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