La premessa o promessa, speriamo non illusione, è che Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky e Donald Trump riescano a parlarsi sedendo allo stesso tavolo. Per il momento l’indicazione di novembre non ha ancora una data. Ma intanto il presidente russo e quello ucraino parlano delle condizioni per la fine conflitto. ma lo fanno indirettamente con triangolazioni diciamo diplomatiche.
Entrambi infatti, prima l’uno e poi l’altro, hanno avuto colloqui con il presidente finlandese e il premier norvegese in differenti conversazioni telefoniche a tre.
Una telefonata, quella con Putin, che ha anche aperto un caso a livello europeo. A nome di chi hanno parlato i due leader nordici? Anche da Roma, fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato il vuoto di rappresentanza Ue e la necessità di non andare in ordine sparso.
Intanto è finalmente scattata la tregua umanitaria nella città di Oleshky, che dovrebbe durare fino a domenica. Non accennano invece a fermarsi gli attacchi incrociati con la Russia che nella notte ha lanciato 16 missili balistici e 280 droni. Danneggiato un importante ponte sul Dnipro a Kiev, con un morto e 14 feriti, mentre sette regioni ucraine sono rimaste senza corrente elettrica a causa dei bombardamenti.
Una persona è invece rimasta uccisa e altre sei ferite in un attacco ucraino a Bryansk.
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