Dopo 22 anni di carriera alla RaiMilo Infante ha deciso di intraprendere una nuova avventura professionale. Il giornalista e conduttore ha scelto di lasciare il servizio pubblico per unirsi a Mediaset un passaggio che ha suscitato molta attenzione nel mondo della televisione.
Infante ha rivelato che la sua decisione non è stata improvvisa, ma il risultato di una lunga riflessione.
In un’intervista, ha spiegato che il suo percorso alla Rai era giunto al termine e che sentiva il bisogno di nuove sfide. Il conduttore ha anche lanciato alcune critiche alla dirigenza del servizio pubblico, raccontando retroscena spinosi relativi al suo addio.
Le motivazioni dietro l’addio alla Rai
Milo Infante ha sottolineato che è stato lui a decidere di andarsene, quando ha avuto la sensazione che il suo lavoro in Rai fosse terminato.
La svolta è arrivata dopo che ha valutato alcune situazioni da lui ritenute spiacevoli. “È stato un percorso, non una decisione presa in una notte”, ha affermato, ricordando che il suo programma “Ore 14” è sempre stato la “Cenerentola di Rai2”.
Nonostante gli straordinari risultati di ascolto del quotidiano e del serale (8,5 e 10,2 per cento di share), ogni anno Infante ha dovuto difendere il programma “con il coltello fra i denti”.
Ha ricordato che il responsabile del Day Time, Angelo Mellone voleva chiuderlo per metterci “La porta magica” di Andrea Delogu sostenendo che Infante faceva concorrenza a “La volta buona” di Caterina Balivo.
La tensione crebbe al massimo quando Balivo iniziò ad affrontare temi di cronaca nera, gli stessi di “Ore 14”, che va in onda nello stesso orario. Questo portò a una dinamica alquanto stramba, con le due reti Rai che trattavano in simultanea i medesimi argomenti.
La rottura con la Rai e l’offerta di Mediaset
Infante ha spiegato che a dicembre scorso qualcosa si è rotto in modo irrimediabile con la tv di Stato. Durante una cena, disse all’ad Giampaolo Rossi e al responsabile degli Approfondimenti, Paolo Corsini che per il 2026 avrebbe voluto una svolta. Chiese una promozione e la direzione della struttura Sviluppo Nuovi Format visto che aveva idee e uno studio pronto, il Tv2 di Milano per sperimentare nuovi linguaggi.
Mediaset gli ha garantito un contratto più massiccio, nominandolo anche direttore di Videonews. “Ho accettato subito, senza trattare. Mi va benissimo. Ovviamente lo stipendio è più di prima”, ha evidenziato, senza svelare la cifra esatta. L’addio alla Rai, però, non è stato dettato solamente per una questione economica. Infante ha rimarcato che aveva chiesto un adeguamento e che cercava considerazione e progettualità per crescere.
Quando ha capito che questa strada non era percorribile in Rai, ha levato le tende. “A febbraio tornai a chiedere, ad aprile mi arrabbiai. Un mese dopo scrissi una mail chiarissima a Corsini: ‘Prendo atto di questa ennesima mancanza. Da oggi mi sento libero di guardarmi intorno’. Era il 10 maggio”, ha ricordato Infante.
Le stoccate a Selvaggia Lucarelli e Salvo Sottile
Infante ha anche lanciato alcune frecciate a colleghi come Selvaggia Lucarelli e Salvo Sottile. “Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l’IA e il suo viso, mi è sembrato un po’ triste. Mi ha mandato un messaggio, gli ho risposto in bocca al lupo. Lui è bravo. Mi aspettavo che cambiassero il titolo, un po’ come il ritiro della maglia nel calcio…”, ha commentato riguardo a Sottile.
Riguardo a Lucarelli, ha spiegato: “Se mi ha scritto? No. Adesso che me lo dice è una delle poche a non averlo fatto”. Infante ha anche ricevuto una valanga di messaggi da colleghi che si sentono abbandonati, segno che qualcosa si è rotto anche per loro.
Il passaggio di Infante a Mediaset rappresenta un cambiamento significativo nel panorama televisivo italiano. Il conduttore è entusiasta per la nuova avventura e pronto a mettersi in gioco con nuove sfide professionali.
