Antonio Tajani ha avvertito a Wicklow che l’Europa si trova di fronte a una nuova ondata di minacce provenienti dalla Russia, ponendo l’accento su attacchi cibernetici e possibili ingerenze elettorali che interesserebbero Francia, Italia, Spagna e Polonia.
La questione è stata sollevata durante un incontro informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea a Wicklow e ha richiamato l’attenzione sulle misure di sicurezza in corso.
L’allerta riguarda tanto le capacità offensive informatiche quanto le campagne di influenza mirate ai prossimi appuntamenti elettorali.
Interventi e preoccupazioni emerse a Wicklow
Durante la riunione a Wicklow, il vicepremier ha sottolineato che neanche l’Italia è completamente al riparo dalle minacce ibride e dai tentativi di sabotaggio, citando la frequenza di attacchi cibernetici attribuiti a gruppi legati alla Federazione Russa.
Tajani ha ricordato che il ministero degli Esteri italiano ha riorganizzato le strutture per la sicurezza, con una direzione generale dedicata e una sala operativa attiva 24 ore su 24 per contrastare gli attacchi informatici.
La discussione ha messo in luce il quadro regionale con elezioni previste in Francia, Italia, Spagna e Polonia, dove il rischio di condizionamento delle consultazioni è stato descritto come una minaccia concreta.
Le delegazioni hanno richiamato la necessità di vigilanza coordinata a livello europeo e nazionale.
Il caso di Lipsia, il visto e le verifiche italiane
Nel corso degli interventi è tornato il tema dell’episodio di Lipsia, dove un tentato attacco ha portato all’identificazione di due presunti autori, uno dei quali cittadino bielorusso a cui sarebbe stato rilasciato un visto italiano. Tajani ha assicurato che saranno effettuati tutti i controlli necessari e ha richiamato l’esistenza di procedure per il rilascio dei visti, sottolineando la necessità di specifici alert per negare un visto.
Sul fronte degli asset russi congelati, il vicepremier ha precisato che l’Italia non si oppone in linea di principio al loro utilizzo per finanziare l’Ucraina, ma ha chiesto garanzie e valutazioni giuridiche accurate. Tajani ha avvertito che è necessario verificare le condizioni giuridiche perché, senza una valutazione certa da parte dei giuristi della Commissione e della Banca centrale europea, l’operazione rischierebbe di trasformarsi in un “boomerang”.
Reazioni europee e posizioni istituzionali
L’Unione Europea e la Nato hanno mostrato volontà di aumentare la pressione sulla Russia: la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, hanno indicato che le istituzioni europee non tollereranno ulteriori provocazioni e che la risposta sarà più compatta. L’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito le azioni russe come dotate di caratteristiche che richiedono una risposta energica a livello europeo.
La ministra degli Esteri irlandese, Helen McEntee, ha evidenziato l’impasse tra i capi delle diplomazie europee su alcune misure specifiche, ma ha anche indicato la necessità di una reazione comune per contrastare le minacce ibride che attraversano l’Europa.
Nel dibattito interno italiano è emersa una divergenza di toni: mentre Tajani ha puntato sull’allerta e sulle verifiche, Matteo Salvini ha espresso scetticismo rispetto a un’ansia anti-russa diffusa, sostenendo che gli italiani non hanno mai votato per influenze straniere e criticando letture che individuano facili capri espiatori per proseguire le dinamiche di conflitto internazionale.
Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2026
