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La tragica scomparsa di Sara Di Vita, una ragazza di 15 anni, e di sua madre, Antonella Di Ielsi, di 50 anni, ha scosso la comunità di Campobasso. Le due donne sono decedute tra il 27 e il 28 dicembre, e le circostanze intorno alle loro morti sollevano numerosi interrogativi. Gli esperti stanno cercando di determinare le cause esatte, in attesa dei risultati delle autopsie.
Il biologo Luciano Oscar Atzori, specialista in igiene e sicurezza alimentare, ha fornito alcune ipotesi su ciò che potrebbe aver causato questa tragica situazione. Le morti sono avvenute dopo un periodo di malessere che ha colpito entrambe, e le indagini si concentrano su possibili intossicazioni alimentari.
Le possibili cause di intossicazione
Secondo Atzori, ci sono diverse opzioni da considerare riguardo alle cause della morte. Tra queste, i microrganismi tossigeni possono rappresentare una minaccia significativa. Questi agenti patogeni, che possono proliferare negli alimenti, producono tossine che possono risultare pericolose anche dopo la cottura, poiché molte di queste sostanze sono termoresistenti.
Mitilismo e contaminazione da alghe
Un’altra possibilità è quella del mitilismo, un tipo di intossicazione che si verifica a seguito del consumo di mitili contaminati. Atzori ha sottolineato che se le cozze consumate da Sara e Antonella provenivano da acque inquinate, o se erano state sottoposte a un processo di spurgo inadeguato, ciò potrebbe spiegare i sintomi riscontrati. Il mitilismo può variare in gravità, in base al tipo e alla quantità di tossina ingerita.
I funghi velenosi: un’ipotesi inquietante
Un’altra possibilità che gli esperti stanno esaminando è quella dei funghi velenosi. Alcuni di essi possono causare sintomi di intossicazione che iniziano a manifestarsi dopo 24-48 ore dall’ingestione, e in alcuni casi possono portare a danni epatici gravi e alla morte. Le amatossine, sostanze tossiche presenti in certi funghi, sono resistenti all’essiccazione e possono sopravvivere anche a temperature elevate.
Contaminazione chimica e materiali a contatto con alimenti
Un’altra possibile causa, sebbene considerata meno probabile, è la contaminazione chimica derivante da pratiche alimentari inadeguate. Questa include la migrazione di sostanze chimiche da contenitori o utensili a contatto con gli alimenti. Le sostanze chimiche possono provenire da metalli pesanti o altre sostanze pericolose che si trasferiscono nei cibi, creando un potenziale rischio per la salute.
Le indagini sono ancora in corso e i risultati delle autopsie saranno determinanti per chiarire la situazione. È fondamentale che si faccia chiarezza al più presto, non soltanto per le famiglie coinvolte, ma anche per la comunità intera, che resta scossa da questo tragico evento. Sarà importante monitorare le prossime fasi dell’indagine e comprendere le eventuali responsabilità.