Moorer, il rinomato brand italiano di lusso, sta vivendo un momento di grande espansione. Dopo il riassetto societario dello scorso anno, il fondatore Moreno Faccincani ha riacquisito il controllo totale del marchio, ponendo fine alla partnership con il gruppo cinese Joeone. Questa mossa strategica ha aperto la strada a nuove aperture e a un rinnovato impegno verso la sostenibilità.
Nuove aperture negli Stati Uniti
Il brand ha recentemente inaugurato la sua prima boutique monomarca a New York, nel cuore del Meatpacking district di Manhattan. Il negozio, che si estende su 260 metri quadrati con undici vetrine su strada, rappresenta un importante passo verso la conquista del mercato americano. A settembre seguirà l’apertura di un secondo negozio a Miami, nella nuova ala del Bal Harbour, con una superficie di circa 400 metri quadrati.
Gli Stati Uniti rappresentano attualmente circa il 4% del business complessivo di Moorer e il 6% del wholesale. Nell’anno fiscale del 2026, sono stati il secondo mercato per l’e-commerce del brand, con il 14% delle vendite nette online. Moorer è inoltre distribuito nei principali department store nordamericani, tra cui Saks Fifth Avenue, Bloomingdale’s e Nordstrom.
Trasferimento della boutique milanese
Parallelamente all’espansione internazionale, Moorer rafforza la propria presenza a Milano con il trasferimento della boutique da via Montenapoleone a una nuova location in corso Venezia. La nuova sede, con affaccio su piazza San Babila, si estende su 1.000 metri quadrati su due piani e combina materiali naturali e finiture pregiate per creare un ambiente sofisticato e accogliente.
“La chiusura positiva del 2026 e la crescente domanda per i nostri prodotti nei mercati internazionali ci incoraggiano a proseguire con determinazione nel nostro percorso di sviluppo”, ha commentato Faccincani. “Rafforzare la presenza del brand nei principali hub della moda globale è una priorità per noi.”
Sostenibilità e strategie future
Moorer non si limita all’espansione fisica, ma sta anche adottando pratiche sostenibili per ridurre gli sprechi. Dal 19 luglio, in linea con il Regolamento europeo sull’Ecodesign il brand ha vietato la distruzione degli abiti invenduti. Questa misura si inserisce in una strategia più ampia per rendere il settore tessile più sostenibile.
Ogni anno in Europa, fino al 9% dei prodotti tessili finisce al macero prima ancora di essere utilizzato. Moorer, come molte altre aziende del settore, sta ripensando la gestione delle eccedenze per evitare sprechi e ridurre l’impatto ambientale. “Grazie alle nuove regole, le imprese della moda non potranno più sprecare prodotti che possono avere una seconda vita”, ha osservato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti.
Il brand conta oggi circa 600 clienti wholesale nel mondo e punta a rafforzare la presenza nei department store attraverso pop-up e spazi dedicati. Dopo le aperture degli ultimi anni, tra cui Tokyo, Praga, Kiev, Cortina d’Ampezzo e Roma, Moorer prevede un secondo negozio in Giappone e guarda, entro il 2028, a ulteriori sviluppi in città come Monaco di Baviera, Londra e Parigi.
