Il mondo della moda sta vivendo un periodo di turbolenze finanziarie, con due marchi iconici che affrontano sfide diverse ma ugualmente impegnative. Lacoste, il famoso brand del coccodrillo, e Under Armour, il gigante dello sportswear, si trovano al centro di notizie che potrebbero influenzare il loro futuro.
Mentre Lacoste cerca di risolvere una controversia fiscale in Francia, Under Armour deve fare i conti con un calo delle vendite che ha portato a una revisione delle previsioni di fatturato per il 2027.
Questi sviluppi mettono in luce le pressioni che i grandi marchi devono affrontare in un mercato sempre più competitivo.
Lacoste e la controversia fiscale in Francia
Lacoste ha recentemente chiuso una controversia fiscale con il Ministero dell’economia e delle finanze francese, versando 9,9 milioni di euro. La disputa, iniziata quattro anni fa, riguardava la holding proprietaria di numerose filiali del gruppo in Francia e all’estero.
L’accertamento iniziale aveva raggiunto la quota di 13,6 milioni di euro, comprensiva di 3,6 milioni di euro tra sovrattasse e sanzioni.
Dopo il ricorso presentato da Lacoste, l’importo è stato ridotto a 9,9 milioni di euro. Né la Direzione generale delle finanze pubbliche né la maison hanno rilasciato commenti immediati alle richieste della stampa francese. Questo episodio sottolinea l’importanza della conformità fiscale per i grandi marchi internazionali.
Under Armour e il calo delle vendite
Under Armour ha aperto il primo trimestre del 2027 con un calo del 3% del fatturato, attestatosi a 1,09 miliardi di dollari. Questo calo ha spinto il management a ridurre drasticamente le previsioni di vendita per l’intero anno fiscale. Le azioni dell’azienda hanno registrato un tonfo del 7% a Wall Street, riflettendo le preoccupazioni degli investitori.
In Nord America, le entrate del gruppo sono scese del 9% a 610 milioni di dollari, mentre le vendite internazionali sono aumentate del 5% a 490 milioni. Nei mercati esteri, il fatturato nella regione Emea è aumentato del 12%, quello nell’Asia-Pacifico è diminuito del 7% e quello in America Latina è cresciuto dell’8%. Per categoria, il fatturato dell’abbigliamento è sceso del 2% a 734 milioni, quello delle calzature è diminuito dell’8% a 245 milioni e quello degli accessori è sceso del 4% a 96 milioni.
Le previsioni per il futuro
Il margine lordo nei tre mesi è aumentato di 590 punti base al 54,1%, principalmente grazie ai rimborsi ricevuti relativi al recupero dei costi tariffari. Tuttavia, questo aumento è stato parzialmente compensato da effetti sfavorevoli dei cambi e da pressioni negative sui prezzi. L’utile operativo è stato pari a quasi 47 milioni di dollari, mentre l’utile netto è stato pari a 1 milione.
Il presidente e CEO Kevin Plank ha affermato che, nonostante il contesto difficile, l’azienda continua a compiere progressi nella costruzione di una Under Armour più focalizzata. Le previsioni per l’anno fiscale 2027 sono state riviste, aspettandosi ora un calo percentuale a una cifra media. Le stime riviste sono determinate da una domanda più debole, in particolare in Nord America e nell’Asia-Pacifico.
Questi sviluppi mettono in luce le sfide che i grandi marchi devono affrontare in un mercato in continua evoluzione. Lacoste e Under Armour, nonostante le difficoltà, continuano a cercare soluzioni per garantire la loro redditività e crescita futura.
