Il mondo politico deve affrontare una triste notizia a pochi giorni dal rientro dopo la pausa estiva, un’importante figura per la sinistra italiana è venuta a mancare dopo aver lottato per diverso tempo contro una terribile malattia, scopriamo insieme di chi si tratta tracciandone anche un ritratto politico.
Una carriera tra editoria e politica
La sua militanza politica inizia nel PCI dove entra sin da giovane nel comitato centrale divenendo parlamentare nel 1992 e restando a ricoprire questo ruolo sino al 2008.
Nel mezzo svariati cambi di casacca politica, mantenendo inalterato l’orientamento, difatti nel 1996 è capogruppo dei deputati per il partito PDS-Ulivo e a livello editoriale è dapprima vice direttore di “Rinascita” e condirettore de “L’Unità”.
Nel 2006, sotto il governo di Romano Prodi è Ministro dell’Università e della ricerca.
Morto a Roma all’età di 78 anni
L’annuncio della morte di Fabio Mussi è stato dato da AVS, partito di cui era attualmente dirigente. Famosa la sua volontà di non aderire al PD restando fedele ai capisaldi politici della sinistra più radicale è stato un politico capace di muoversi agilmente attraverso i cambiamenti.
Anche nell’ultimo periodo è voluto restare vicino al proprio lavoro dimostrandone attaccamento e dedizione nonostante la malattia che lo debilitava.
Ampio il cordoglio degli esponenti politici del partito di cui faceva parte ma anche degli avversari che ne hanno riconosciuto l’impegno e l’amore verso la politica come strumento per veicolare il proprio pensiero.
Anche la sua attività editoriale è stata considerata di alto livello avendo fatto valere a mezzo stampa le proprie idee e posizioni politiche, senza mai scadere nella faziosità ma mantenendo un rispetto per gli avvenimenti che accadevano in Italia e nel mondo.
Mussi lascia la moglie Luana e le figlie Valentina e Gaia, oltre ad un vuoto politico incolmabile per la sinistra del nostro paese.
