Il 22 ottobre 2026 il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha illustrato al programma Start di Sky Tg24 le recenti decisioni prese dal Consiglio dei ministri per fronteggiare l’ondata di violenza giovanile emersa durante i cortei delle ultime settimane. Le dichiarazioni hanno suscitato grande attenzione perché, per la prima volta, si è parlato di arresti massicci di minori e di una struttura carceraria minorile “in sofferenza”.
Arresti di minorenni e carenze delle carceri giovanili
«Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta», ha affermato Nordio, sottolineando la necessità di «spedire dietro le sbarre questi minori violenti» quando la situazione lo richiede. Il ministro ha dichiarato che il sistema carcerario minorile sta vivendo una crisi strutturale e che, nel giorno precedente, il suo ufficio aveva tenuto una riunione per individuare risorse: «stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, o trovando accordi per destinare settori di carceri per maggiorenni ai minori».
L’obiettivo è quindi potenziare l’offerta penitenziaria senza ridurre l’età di imputabilità.
Nuovo decreto: reato di violenza organizzata nelle manifestazioni
Il provvedimento approvato in Consiglio dei ministri introduce il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Nordio spiega che la normativa “tipicizza tutte le condotte punibili” garantendo al contempo che chi manifesta pacificamente non subisca limitazioni: «la libertà di manifestazione del pensiero non è minimamente intaccata, anzi è protetta».
Il nuovo reato nasce per colmare il “vuoto di tutela penale” di comportamenti emergenti, spesso coordinati attraverso le piattaforme social. Il ministro ha evidenziato che «la promozione anche telematica, che una volta non esisteva, va studiata», poiché la tecnologia “corre più veloce del diritto penale”.
Responsabilità delle piattaforme e intervento a livello europeo
Secondo Nordio, le piattaforme web giocano un ruolo centrale nella diffusione di contenuti incitati alla violenza. Per questo, è urgente intervenire “a livello europeo e mondiale”, dato che molte dinamiche sfuggono al controllo nazionale. Il ministro ha sottolineato che il Dipartimento ha già intensificato il sostegno psicologico ed educativo per i giovani detenuti, ma la lotta alla radicalizzazione online richiede una risposta più ampia.
Presenza dell’esercito, riassegnazione di settori penitenziari e divieto social per i minori
Nordio ha anche commentato l’attuale impiego delle forze armate nelle zone di tensione: la loro presenza è da tempo normale, con pattuglie costituite da due militari e un agente di polizia. L’esercito può “sostituire la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia giudiziaria” nelle attività di presidio non strettamente giudiziarie, ma non è autorizzato all’uso di mitragliatrici. Inoltre, il ministro ha espresso sostegno al divieto dei social network per i minori di 14 anni, definendolo “un’ottima via da seguire” e sperando che il Parlamento lo approvi senza dover diminuire l’età di imputabilità, già fissata tra i 14 e i 18 anni.
