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Nuovo trial Eurycleia coinvolge 500 donne con tumore al seno precoce

Nuovo trial Eurycleia coinvolge 500 donne con tumore al seno precoce

Una nuova sperimentazione su 500 pazienti promette avanzamenti nella terapia del tumore al seno.

In Italia vengono diagnosticati ogni anno più di 53.600 nuovi casi di cancro al seno la forma più comune tra le donne. Una percentuale stimata intorno al 70% rientra nella categoria dei carcinomi HR+/Her2- caratterizzati da una prognosi generalmente favorevole ma comunque soggetti a recidive, anche a distanza di tempo.

Il trial clinico Eurycleia: un progetto ambizioso

La Fondazione Umberto Veronesi ha messo a punto un nuovo studio denominato Eurycleia finalizzato a valutare l’efficacia del trastuzumab deruxtecan in pazienti con tumore mammario HR+/Her2- in stadio precoce. Il disegno sperimentale prevede l’arruolamento di più di 500 donne provenienti da oltre 30 centri di riferimento distribuiti sul territorio nazionale.

Si tratta della prima volta che questo anticorpo-coniugato, finora riservato a forme avanzate della malattia, sarà testato in una popolazione con lesione residua dopo la chemioterapia neoadiuvante.

Obiettivi clinici e criteri di ammissibilità

Le partecipanti saranno donne con diagnosi di carcinoma HR+/Her2- in fase iniziale, che hanno ricevuto una chemioterapia preoperatoria ma presentano ancora cellule tumorali residui al momento dell’intervento chirurgico.

Lo scopo principale è verificare se il trastuzumab deruxtecan sia in grado di ridurre il rischio di recidiva e di migliorare la sopravvivenza libera da malattia a lungo termine, offrendo così una terapia più **personalizzata** rispetto agli standard attuali.

Il ruolo della tecnologia ADC nel nuovo protocollo

Il trastuzumab deruxtecan appartiene alla classe degli Antibody-Drug Conjugates (ADC). Questa tecnologia combina la specificità di un anticorpo, capace di riconoscere le cellule tumorali HER2-negative, con la potenza di un agente chemioterapico altamente tossico, trasportato direttamente al sito maligno. Il meccanismo ricorda un “cavallo di Troia”: l’agente cytotossico è nascosto all’interno dell’anticorpo e rilasciato soltanto una volta legato alle cellule tumorali, limitando gli effetti collaterali sistemici.

Collaborazione internazionale

Il progetto è guidato dal professor Giuseppe Curigliano direttore della Divisione Sviluppo di nuovi farmaci all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, e dal dottor Carmine Valenza ricercatore dell’Università di Harvard. Questa partnership tra Italia e Stati Uniti assicura un rigore metodologico e l’accesso a piattaforme tecnologiche all’avanguardia, accelerando il percorso di sviluppo e la possibile introduzione del farmaco nella pratica clinica.

Impatto atteso e prospettive future

Il presidente della Fondazione, Paolo Veronesi ha sottolineato l’importanza di investire in progetti con alto potenziale di impatto clinico, capaci di tradurre rapidamente le scoperte scientifiche in benefici concreti per le pazienti. La coordinatrice Valentina Gambino ha aggiunto che la piattaforma di ricerca e cura sul tumore al seno rappresenta un modello strategico per la medicina di precisione mirato a sfruttare le caratteristiche molecolari di ogni tumore per personalizzare le terapie.

Se i risultati di Eurycleia confermeranno le ipotesi di efficacia, il trastuzumab deruxtecan potrebbe diventare parte integrante del protocollo standard per le donne con carcinoma HR+/Her2- in stadio precoce, riducendo significativamente le recidive e migliorando la qualità della vita. La sperimentazione, inoltre, dimostra come le collaborazioni tra istituzioni accademiche, centri oncologici e fondazioni private possano accelerare l’innovazione terapeutica a beneficio della popolazione.

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