Negli ultimi mesi, diverse realtà comunali del Nord-Italia hanno messo al centro del dibattito la necessità di rendere la medicina di base più accessibile nelle zone periferiche. La carenza di medici di famiglia e la difficoltà di spostamento per gli abitanti delle frazioni sono diventate tematiche di ordine pubblico, spingendo amministrazioni come quelle di Casalgrande, Fabriano e dei comuni dell’Alto Garda a progettare interventi concreti.
Casalgrande: una rete di prossimità per la medicina di base
Il sindaco Giuseppe Daviddi ha dichiarato che la priorità del suo ente è duplice: una Casa della Comunità pienamente operativa e una presenza capillare dei medici di base nelle frazioni di Salvaterra e Sant’Antonino. Con l’entrata in vigore, dal 1° ottobre, delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft) che raggruppano i medici di uno stesso territorio, l’amministrazione ha ritenuto necessario un passo avanti, ampliando il modello di assistenza al di fuori del centro urbano.
La proposta prevede la creazione di spazi comodati nelle frazioni, dove i medici possano ricevere i pazienti una o due volte a settimana, garantendo così un contatto più diretto con la popolazione.
Casa della Comunità come hub di coordinamento
Il ruolo della Casa della Comunità è stato ridefinito come fulcro organizzativo: gli sportelli di accoglienza, le sale d’attesa e le dotazioni informatiche saranno messi a disposizione dei medici per ottimizzare le visite domiciliari.
Un modello di prossimità che si basa sull’utilizzo di strutture esistenti piuttosto che sulla costruzione di nuovi centri, riducendo i costi e accelerando l’attuazione.
Fabriano: il progetto “Ben-Essere Senior” porta controlli gratuiti negli over 75
Nel periodo compreso tra il 5 ottobre e il 4 novembre, il Comune di Fabriano, in collaborazione con la società partecipata FarmaCom, Caritas, medEA, l’Ambito Territoriale Sociale 10 e l’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona, ha lanciato 19 appuntamenti di controlli medici gratuiti per gli over 75. Le visite, programmate dalle 9 alle 13, si svolgeranno direttamente nei centri abitati delle frazioni, evitando agli anziani il lungo viaggio verso il centro città.
Servizi offerti e partnership
Ogni incontro prevede un colloquio con il medico di base, la valutazione della composizione corporea, la misurazione della pressione arteriosa e della saturazione di ossigeno. Parallelamente, i volontari dell’Ascolto Caritas raccolgono pensieri e necessità non strettamente legate alla salute, creando uno spazio di relazione e ascolto. La sindaca Daniela Ghergo ha sottolineato che l’iniziativa vuole dimostrare che “i servizi devono andare verso le persone, non il contrario”.
Alto Garda e Ledro: la carenza di medici spinge verso un tavolo di coordinamento
Nel Trentino, la situazione è più critica: sei incarichi di medicina generale riservati all’area dell’Alto Garda e Ledro (due a Riva del Garda, uno ad Arco, uno a Dro, uno a Ledro e uno a Nago-Torbole) rischiano di rimanere vacanti. I consiglieri di “Voce Comune per Riva” e del gruppo Forza Italia hanno presentato una nota congiunta al sindaco, chiedendo l’avvio immediato di un tavolo di confronto con gli altri comuni della zona e con la Asuit l’associazione dei medici di famiglia.
Richiesta di intervento a Asuit
Il documento evidenzia che, qualora non fossero coperti tutti i posti, la pressione sui medici già presenti nei centri maggiori aumenterebbe notevolmente, con ripercussioni sulla qualità dell’assistenza. La proposta è di guardare all’intero territorio dell’Alto Garda, privilegiando le aree più scoperte, per garantire una distribuzione equilibrata del personale sanitario e prevenire emergenze “senza soluzioni”.
Resta da vedere se questi modelli potranno essere estesi ad altre realtà regionali, ma rappresentano già un primo passo verso una sanità più capillare e inclusiva.
