(Adnkronos) – Tornare a camminare, saltare e correre senza dolore: è questo, per il paziente, il traguardo che si sono prefissi i professionisti dell’Ortopedia e Traumatologia dell’Asst Bergamo Ovest grazie all’intervento di trapianto meniscale in artroscopia eseguito presso l’ospedale di Treviglio-Caravaggio su un ragazzo di 12 anni. Così in una nota l’ospedale. “Un traguardo clinico e umano reso possibile, prima di tutto, da un gesto di straordinaria generosità – si legge -: la donazione di tessuto da soggetto deceduto.
Come avviene per i trapianti d’organo, infatti, anche nel campo della chirurgia ortopedica la disponibilità di tessuti provenienti da donatori rappresenta una risorsa fondamentale e insostituibile per la cura di patologie complesse e malformazioni congenite che, altrimenti, comprometterebbero gravemente la qualità di vita dei pazienti”.
Il giovane paziente (già sottoposto a un precedente intervento chirurgico che non ne aveva migliorato i sintomi) era affetto da menisco discoide, una malformazione congenita che aveva progressivamente causato dolore e sofferenza della cartilagine.
“Per evitare l’evoluzione verso un’artrosi precoce e garantire al ragazzo un futuro di piena mobilità”, l’équipe dell’Ortopedia e Traumatologia dell’Asst Bergamo Ovest – diretta da Raymond Klumpp e operativa sui presidi di Treviglio-Caravaggio e Romano di Lombardia – ha optato per la “sostituzione del menisco, una procedura poco frequente e riservata a casi molto selezionati, ancora più rara in età pediatrica”.
Fase fondamentale del percorso è stata la collaborazione con la Banca dei Tessuti: dopo un’accurata selezione clinica, è stato individuato un menisco da donatore con caratteristiche anatomiche perfettamente compatibili con il giovane paziente.
Il tessuto, crioconservato e decontaminato secondo rigorosi protocolli di sicurezza, è stato quindi impiantato in artroscopia con una tecnica chirurgica che richiede un’elevata esperienza specialistica, una strumentazione dedicata e presidi di ultima generazione.
Il trapianto di menisco è stato possibile – riferisce la nota – grazie a disponibilità di tessuti donati, competenze altamente specialistiche e formazione dedicata dell’équipe e presenza in Asst di strumentazione artroscopica di ultima generazione. Le conoscenze sempre più approfondite delle caratteristiche e delle diverse tipologie di lesioni del ginocchio, insieme alla maggiore precisione della diagnostica per immagini, consentono oggi di individuare e trattare condizioni che in passato potevano risultare più difficili da identificare e trattare. Questo riguarda in particolare la chirurgia del menisco, dei legamenti e della cartilagine che si è notevolmente evoluta negli ultimi anni, mettendo a disposizione dei professionisti tecniche e strumenti sempre più specifici per interventi personalizzati e di elevata complessità.
“L’intervento si è concluso con successo e il giovane ha iniziato il percorso riabilitativo vicino a casa. Nel periodo post-operatorio potrà muovere il ginocchio fin da subito, con un graduale recupero della flessione, e potrà caricare sull’arto operato dopo le prime sei settimane. Il pieno ritorno alle attività quotidiane – fanno sapere dall’ospedale – avverrà in circa 2-3 mesi mentre per la ripresa della pratica sportiva saranno necessari dai 6 agli 8 mesi, restituendo al ragazzo la piena libertà di movimento e di gioco”. “Il menisco svolge un ruolo fondamentale nella protezione dell’articolazione del ginocchio, distribuendo i carichi e contribuendo alla sua stabilità – spiega Klumpp – . Quando è possibile, oggi l’obiettivo è conservarne la maggior quantità di tessuto. Nel caso di questo giovane paziente ciò non era più sufficiente e il trapianto rappresentava la soluzione migliore per preservare il ginocchio e limitare il rischio di una degenerazione precoce. Per la nostra struttura si tratta del primo trapianto meniscale in ambito pediatrico, inserito all’interno di un percorso di continua crescita delle competenze ortopediche a servizio del territorio, reso possibile, oltre che da un gesto d’amore, dalla specifica formazione ed expertise degli ortopedici”.
“Desidero esprimere il mio grazie più sentito, prima di tutto, alle famiglie dei donatori che con il loro gesto rendono possibili questi percorsi di cura, e all’impegno e professionalità della nostra équipe ortopedica – il commento di Rosetta Gagliardo, Commissario Straordinario dell’Asst Bergamo Ovest -. Questo intervento sottolinea un messaggio essenziale: esattamente come accade per gli organi vitali, la cultura della donazione di tessuti da soggetti deceduti è un pilastro della medicina moderna che permette di restituire la normalità di vita – tornando a correre e saltare- a persone giovanissime. Poter offrire all’interno del Ssn, anche al di fuori di reparti di ortopedia di alta specializzazione, interventi di chirurgia ricostruttiva e conservativa del ginocchio significa dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, garantendo elevati standard clinici direttamente nelle strutture di Asst Bergamo Ovest2.
“La possibilità di offrire interventi ultraspecialistici e con tecniche tanto raffinate testimonia il livello di competenze presenti nella nostra Ortopedia e l’impegno dell’Asst nel mettere a disposizione dei professionisti dotazioni innovative e di ultima generazione – sottolinea Antonio Manfredi, direttore sanitario dell’Asst Bergamo Ovest -. Tutto ciò si traduce in nuove e sempre più avanzate possibilità terapeutiche a beneficio dei pazienti e nell’ampliamento dell’offerta di cura dell’Asst Bergamo Ovest. Il reparto di Ortopedia e Traumatologia ha sviluppato competenze altamente specialistiche nella chirurgia conservativa del ginocchio: riparazione complessa del menisco, riparazione e ricostruzione dei legamenti, nonché trattamento delle lesioni cartilaginee complesse”.
“Aumentare e migliorare le possibilità di offerta sul nostro territorio si traduce in una riduzione della mobilità dei pazienti verso altre strutture più lontane e in un conseguente miglioramento della presa in carico. Mi preme ricordare anche quanto la donazione di organi e tessuti sia un valore inestimabile. La nostra Asst si avvale di una squadra di professionisti che accompagnano passo dopo passo i pazienti e i loro cari in questo percorso: un gesto d’amore e di altissima solidarietà che restituisce vita e futuro a chi non ha altre possibilità: la vita oltre la morte”, conclude.
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