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Trump, Milano e Olimpiadi invernali: l’indiscrezione che accompagna la finale di hockey

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Le Olimpiadi invernali riaccendono l’ipotesi Trump a Milano: visita lampo per l’hockey e chiusura dei Giochi. Fonti organizzative parlano di scenario più concreto nelle ultime ore, senza conferme ufficiali formali.

A pochi giorni dalla chiusura dei Giochi, l’indiscrezione torna con insistenza, Donald Trump in visita a Milano per le Olimpiadi invernali? Ebbene sì potrebbe accadere anche se per il momento non vi è ancora nessuna conferma ufficiale, sia chiaro. Ma il clima, negli ambienti organizzativi, è cambiato. Fonti interne al comitato e interlocutori istituzionali, ascoltati in forma informale, parlano di uno scenario oggi “più plausibile” rispetto alle prime voci circolate a inizio manifestazione.

Trump e le Olimpiadi invernali, l’ipotesi che prende corpo a Milano

L’idea che Donald Trump possa affacciarsi alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina quindi, sembrerebbe non essere più soltanto solo una semplice indiscrezione.

La possibile visita però nel caso sarebbe certamente rapida, quasi chirurgica. Più o meno il programma sarebbe organizzato in questo modo: arrivo, evento sportivo, ripartenza. Niente incontri politici, nessun vertice bilaterale, nessuna passerella fuori programma. Il cuore dell’interesse come è naturale che sia durante gli eventi olimpici, riferiscono le stesse fonti, sarebbe la finale dell’hockey su ghiaccio maschile. In particolare se la nazionale statunitense, forte delle sue stelle Nhl, dovesse conquistare l’accesso all’ultimo atto. Donald Trump potrebbe essere presente sugli spalti, quindi questo lo scenario? Sì e per qualcuno è suggestivo. per altri, complicato, ma è normale ci sono ragioni di sicurezza che obbligano ad usare con cautela tempi e luoghi.

Intanto la macchina amministrativa si muove, con prudenza naturlamente. Prefettura e questura di Milano hanno avviato valutazioni preliminari su sicurezza, viabilità, gestione degli accessi. Lo confermano fonti istituzionali locali, nulla di straordinario, spiegano. Misure limitate nel tempo, circoscritte agli spostamenti essenziali. L’obiettivo? Beh sicuramente cercare di non paralizzare la città ovviamente… già compressa dagli ultimi giorni olimpici. Un dettaglio? Forse. Ma chi conosce Milano sa quanto ogni deviazione, anche minima, possa pesare.

Trump alle Olimpiadi invernali, tra hockey e chiusura dei Giochi

Il potenziale programma, allo stato attuale, resta una bozza. Ma una bozza piuttosto chiara: l’arrivo avverrebbe con l’Air Force One, seguito da un trasferimento diretto verso la Ice Skating Arena di Santa Giulia. Nessuna tappa intermedia almeno per il momento… niente centro città. Qui Trump assisterebbe alla finale dell’hockey delle Olimpiadi invernali, sempre che gli Stati Uniti siano della partita. Altrimenti, tutto potrebbe saltare. È uno dei nodi centrali, spiegano dagli ambienti sportivi.

Dopo la gara, secondo lo schema allo studio, ci sarebbe un secondo spostamento. Destinazione? Verona. Lì è prevista la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, alla presenza di delegazioni internazionali e autorità. Anche in questo caso, protocollo essenziale. Presenza simbolica? Al momento nessun discrso annunciato, almeno per ora. Fonti vicine all’organizzazione sottolineano come l’agenda sarebbe interamente sportiva. Un’eccezione, rispetto a precedenti visite di esponenti americani in Italia.

Resta il tema del calendario, cioè a quando la visita? L’ipotesi principale è quella di domenica, con arrivo in tempo per la finale fissata alle 14.30… Ma ci sarebbe anche un piano alternativo: arrivo sabato, notte in città, gestione più diluita degli spostamenti? Soluzione più complessa, ammettono le stesse fonti, ma non del tutto esclusa… Tutto dipenderà dalla semifinale degli Stati Uniti. Dal risultato. Dallo sport, prima ancora che dalla politica.

La decisione definitiva è attesa a stretto giro come si può ben immaginare visti ormai i tempi sempre più ristretti, si parla ormai di ora e non di giorni, naturalmente. E se la visita dovesse concretizzarsi, sarebbe uno degli episodi più delicati, e osservati, di queste Olimpiadi invernali. Non solo per il peso del personaggio. Ma per il contesto. Per il momento. E per quello che, inevitabilmente, una presenza del genere porta con sé. Anche quando ufficialmente, non si parlerà affatto di politica.