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Panico in Italia, malattia del passato torna a colpire: controlli per centinaia di persone

Panico in Italia, malattia del passato torna a colpire: controlli per centinaia di persone

Il 22enne, originario del Bangladesh, è ricoverato in gravi condizioni a Padova e ha ricevuto il siero antitossico. Avviata la profilassi antibiotica per cento contatti.

Una malattia che sembrava ormai scomparsa torna a far paura in Italia. A Padova, un ragazzo di 22 anni è ricoverato in gravi condizioni per difterite e si trova in isolamento. Intanto, le autorità sanitarie hanno avviato la profilassi antibiotica per 100 persone entrate in contatto con lui, mentre proseguono le cure per contrastare l’infezione.

Padova, giovane di 22 anni colpito dalla difterite: somministrato il siero antitossico

Una malattia infettiva che sembrava ormai rara in Italia torna a preoccupare dopo il ricovero di un ragazzo di 22 anni affetto da difterite, attualmente in condizioni cliniche severe nel reparto di Malattie infettive dell’Azienda ospedale-università di Padova.

Il giovane, proveniente dal Bangladesh, si trova in isolamento e viene sottoposto a cure specifiche. Per contrastare gli effetti della tossina prodotta dal batterio, i sanitari hanno attivato la procedura per reperire il siero antitossico attraverso il Centro antiveleni di Pavia.

Il trattamento è stato somministrato sabato 10 ottobre, mentre la conferma dell’infezione è arrivata domenica 11 ottobre, dopo gli accertamenti eseguiti dal reparto di Microbiologia e virologia dell’ospedale.

Il ragazzo ha iniziato anche una terapia antibiotica e resta sotto costante osservazione medica. La tempestività delle cure è fondamentale perché la tossina difterica può diffondersi attraverso il sangue e danneggiare organi vitali, tra cui cuore, reni e sistema nervoso.

Padova, ragazzo di 22 anni colpito dalla difterite: profilassi per 100 persone

Dopo il ricovero, il Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss 6 Euganea ha completato l’indagine epidemiologica per individuare i contatti del paziente e limitare il rischio di contagio. Sono state identificate 100 persone, tra contatti stretti e colleghi di lavoro. Tutte avrebbero iniziato una profilassi antibiotica preventiva della durata di sette giorni, con un’adesione del 100%. È stata inoltre attivata una sorveglianza clinica per monitorare le loro condizioni di salute.

La difterite è una malattia batterica altamente contagiosa e potenzialmente mortale. Si manifesta principalmente in forma respiratoria, con la formazione di membrane biancastre o grigiastre nella gola e sulle tonsille, oppure a livello cutaneo, con ulcere che possono essere ricoperte da una membrana grigiastra. Nei casi più gravi, la forma respiratoria può provocare difficoltà a deglutire e respirare, gonfiore del collo e danni agli organi interni. Tra i sintomi più comuni figurano mal di gola, raucedine, febbre, brividi e forte stanchezza. Il contagio avviene soprattutto attraverso le goccioline respiratorie o il contatto diretto con secrezioni infette. Le persone non vaccinate o che non hanno effettuato i richiami previsti sono maggiormente esposte al rischio di contrarre la malattia.

Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, tra il 2018 e il 30 settembre 2026 in Italia sono stati confermati 16 casi di difterite, più della metà dei quali associati a recenti viaggi all’estero. Nell’agosto 2026 sono stati registrati tre casi: due respiratori, uno dei quali mortale e relativo a una bambina di quattro anni non vaccinata, e uno cutaneo in una persona proveniente da un centro di accoglienza. Nel settembre successivo è stato segnalato un ulteriore caso cutaneo in un ospite di un centro di accoglienza con una recente storia di viaggio all’estero.

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