Roma, 13 ott. (askanews) – “Non credo sia importante cosa è successo a me per aver parlato di Gaza. Penso che la cosa importante ora sia sapere che, mentre parliamo, migliaia di persone, a cessate il fuoco in corso, continuano a essere uccise”. Lo ha detto l’attrice Susan Sarandon, a Roma, rispondendo a una domanda sul suo arresto durante una manifestazione per i palestinesi.”Oltre 2.000 persone sono state uccise in Libano – ha poi sottolineato – i bambini vengono ancora colpiti alla testa dai cecchini, vengono sepolti vivi, vengono lasciati morire di fame e non possiamo permettere che tutto questo venga normalizzato.
È uno dei motivi per cui è importante farsi arrestare, la situazione va avanti da così tanto tempo che se ne parla fin troppo poco”.”Un film come ‘Naza’ – ha concluso – il fatto che la gente sia ancora in piazza e che partecipino a migliaia, è fondamentale, non possiamo permettere che questo definisca la nostra identità come mondo”.L’attrice è nella capitale per ricevere il Womenlands Excellence Award 2026 e presentare, insieme al regista Zach Woods, il film “The Accompanist”, in anteprima nel concorso internazionale alla ventiquattresima edizione di Alice nella città, il festival che si svolge in parallelo e in agreement con la Festa del cinema di Roma, dedicato alle nuove generazioni, agli esordi e alla scoperta del talento.