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L'ipotesi di pensione per tutti a 64 anni, a chi conviene e come è strutturata

L'ipotesi di pensione per tutti a 64 anni, a chi conviene e come è strutturata

La pensione anticipata a 64 anni, un'idea suggestiva ipotizzata dal governo, scopriamo se concretamente è sostenibile.

Il tema delle pensioni è molto dibattuto sia dai lavoratori che dai politici perché è chi si occupa del sistema contributivo che deve riuscire, grazie al lavoro degli occupati a garantire i soldi necessari affinché chi ha smesso di lavorare possa avere la propria pensione, ultimamente è emersa un’ipotesi tanto suggestiva quanto difficile, scopriamo di che si tratta.

I requisiti della proposta che devono essere rispettati

La proposta per quanto suggestiva ha dei requisiti piuttosto stringenti che la rendono davvero difficile da realizzare per gran parte dei lavoratori che anagraficamente si avvicinano a quella soglia, scopriamo infatti di cosa bisognerebbe aver bisogno :

  • età minima di 64 anni (dal 2027 salirà a 64 anni e un mese, fino a 64 anni e 3 mesi dal 2028);
  • contributi minimi di 25 anni (dal 2027: 20 anni e un mese, fino a 20 anni e 3 mesi);
  • un assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (nel 2026: 1.638,72 euro lordi mensili);
  • accettare il ricalcolo interamente contributivo dell’intera pensione.

Se si prende in esame un lavoratore con una retribuzione lorda annua di 35 mila euro, egli già dovrebbe rinunciare a 183 euro di pensione oltre a far affidamento al TFR per quasi 25 mila euro per raggiungere la soglia minima richiesta, in quel caso riceverebbe 95 euro in più oltre al minimo, dati che non sono assolutamente favorevoli.

A chi converrebbe l’uscita anticipata

L’uscita a 64 anni converrebbe, come riporta il sito specializzato QuiFinanza, a chi considera prioritaria l’uscita anticipata dal lavoro e a chi a livello di assegno pensionistico ha già raggiunto e superato – come pensione – i 1.639 euro mensili.

E’ facilmente intuibile che questa ipotesi per quanto suggestiva è concretamente appetibile a chi ha stipendi medio-alti e andrebbe a penalizzare lavoratori con carriere discontinue, tipo i part-time che sarebbero esclusi dalla proposta.

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