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Primo Triduo di Leone XIV: orari, veglia, Via Crucis e richiami alla pace

Primo Triduo di Leone XIV: orari, veglia, Via Crucis e richiami alla pace

Leone XIV presiede la Veglia pasquale a San Pietro, invita alla pace e apre il Triduo con riti, battesimi e scelte pastorali

La prima Settimana Santa del pontificato di Leone XIV si è aperta con toni solenni e con un richiamo netto alla pace. Nella notte della Veglia pasquale celebrata nella Basilica di San Pietro il rito ha seguito la sequenza tradizionale che unisce segno, parola e comunità: dalla benedizione del fuoco alla preparazione del cero pasquale, fino alla Liturgia della Parola che precede il Gloria. Il contesto liturgico è servito anche da cornice per un messaggio pastorale rivolto ai conflitti contemporanei e alle ferite del mondo.

La celebrazione ha avuto momenti simbolici concreti: il Papa ha inciso sull’oggetto liturgico le lettere Alpha e Omega e le cifre dell’anno corrente, e ha benedetto l’acqua battesimale. Durante la Veglia, Leone XIV ha amministrato il battesimo a dieci persone adulte provenienti da diverse nazioni, segno di una Chiesa che accoglie e genera alla vita cristiana. Questi gesti si sono intrecciati con l’omelia, dove è tornato il tema della responsabilità verso i più vulnerabili.

La Veglia pasquale: riti e gesti

Il rito è iniziato con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale, cui è seguita la processione verso l’altare. La Liturgia della Parola ha previsto sette letture e sette salmi, un percorso che introduce al mistero della risurrezione. Dopo il Gloria la celebrazione ha proseguito con l’omelia e la benedizione dell’acqua battesimale; in questo contesto i battesimi di adulti — cinque dalla diocesi di Roma, due dalla Gran Bretagna, due dal Portogallo e uno dalla Corea — sono stati un momento di particolare significato comunitario e sacramentale.

Simboli che parlano

Il cero pasquale con l’Alpha e l’Omega è un segno forte: rappresenta Cristo principio e fine e, insieme, la presenza del tempo nella liturgia. L’accensione del cero dalla fiamma benedetta richiama l’idea che la luce della risurrezione scioglie le tenebre; allo stesso modo la benedizione dell’acqua battesimale rimarca la rinascita alla vita nuova. Questi elementi rituali fungono da linguaggio visibile per un messaggio che è innanzitutto di speranza.

L’omelia e l’appello per la pace

Nell’omelia Leone XIV ha collegato il mistero pasquale alle sofferenze attuali, ribadendo che il mondo è segnato da guerre e ingiustizie ma che non bisogna «lasciarsene paralizzare». Ha invitato i fedeli a rimuovere le «pietre» che chiudono i sepolcri: sfiducia, paura, egoismo, rancore, così come la guerra, l’ingiustizia e la chiusura tra popoli. Richiamando l’esempio delle donne che portarono la notizia della Risurrezione, ha esortato a farsi messaggeri di speranza e a non rinunciare all’impegno per la riconciliazione.

Il calendario del Triduo: date e appuntamenti

Il Triduo pasquale presieduto da Leone XIV si è articolato secondo il calendario tradizionale: giovedì 2 aprile alle ore 9.30 nella Basilica di San Pietro la Messa del Crisma, mentre nel pomeriggio, alle ore 17.30, la Messa vespertina della Cena del Signore nella Basilica di San Giovanni in Laterano con la lavanda dei piedi a dodici sacerdoti romani. Venerdì 3 aprile alle ore 17 la celebrazione della Passione del Signore a San Pietro e, alle ore 21.15, la Via Crucis al Colosseo, con il Papa che ha portato personalmente la croce per tutte le quattordici stazioni.

La Domenica di Pasqua e il seguito

Sabato 4 aprile, alle ore 21, la Veglia pasquale nella basilica vaticana ha introdotto la Domenica di Pasqua, quando domenica 5 aprile alle ore 10.15 il Papa ha celebrato la Messa in piazza San Pietro e, a mezzogiorno, ha impartito la benedizione Urbi et Orbi dalla loggia centrale. Lunedì 6 aprile alle ore 12 è stata guidata la preghiera del Regina Caeli. Questi momenti scandiscono il ritmo liturgico e pastorale del pontificato nei giorni centrali della fede cristiana.

Scelte pastorali, nomine e preoccupazioni

Accanto agli impegni liturgici, il Papa ha avviato modifiche nel governo della Curia: tra le nomine più rilevanti figurano l’arcivescovo Paolo Rudelli come Sostituto per gli affari generali e l’arcivescovo Petar Rajič alla prefettura della Casa Pontificia. Il pontificato sembra quindi puntare su continuità diplomatica e sinergia tra azione pastorale e relazioni internazionali. Parallelamente è stata ribadita l’attenzione agli Ordinariati anglicani e alla necessità di custodire percorsi ecumenici.

Allarme per la cristianofobia e intenzioni di preghiera

Tra le preoccupazioni emerse in questi giorni c’è l’allarme per la crescente cristianofobia, segnalato da voci vaticane come quella dell’arcivescovo Fortunatus Nwachukwu. Il tema riguarda sia persecuzioni aperte sia forme più sottili di emarginazione culturale. In questo contesto il Papa ha indicato nelle intenzioni di preghiera di aprile la richiesta che i leader politici pongano al centro compassione, giustizia e dignità umana nelle loro scelte, in particolare dove la guerra e la violenza feriscono i più deboli.