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Maduro scortato dal carcere di Brooklyn al tribunale di Manhattan: "Sono innocente"

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Maduro davanti al tribunale di Manhattan: trasferimento dal carcere di Brooklyn per la prima udienza e la lettura formale delle accuse a suo carico.

La comparsa di Nicolas Maduro davanti a un tribunale federale di New York segna un passaggio cruciale nello scontro tra Stati Uniti e Venezuela, intrecciando un procedimento penale per narcotraffico e terrorismo con una crisi diplomatica che sta ridisegnando gli equilibri politici internazionali.

Maduro in carcere: reazioni internazionali, tensioni diplomatiche e minacce di escalation

La vicenda ha acceso un duro confronto politico e diplomatico. Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha denunciato l’operazione statunitense affermando: Non c’è, né può esserci, alcuna giustificazione per i crimini cinicamente perpetrati dagli Usa a Caracas. Condanniamo fermamente l’atto di aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale”, chiedendo inoltre il rilascio immediato di Maduro e della moglie e ribadendo che “Qualsiasi conflitto esistente tra Stati Uniti e il Venezuela deve essere risolto attraverso il dialogo”.

Preoccupazione è stata espressa anche dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, secondo cui “la Carta Onu sancisce il divieto della minaccia o dell’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato” e “Il potere della legge deve prevalere”.

Mentre Russia, Cina e altri alleati di Caracas parlano di violazione del diritto internazionale, gli Stati Uniti difficilmente subiranno conseguenze formali grazie al diritto di veto in Consiglio di Sicurezza.

Sul piano pratico, la Svizzera ha disposto il congelamento immediato dei beni riconducibili a Maduro per prevenire fughe di capitali. Parallelamente, il presidente americano Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni, avvertendo che un nuovo intervento militare non è escluso: Siamo pronti (per un secondo attacco) e “Se non si adegueranno, lanceremo un secondo attacco”, alimentando il timore di una possibile escalation nella crisi venezuelana.

Maduro scortato dal carcere di Brooklyn a Manhattan: oggi la prima udienza in tribunale

Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sono comparsi davanti a un tribunale federale di New York per la prima udienza, durante la quale sono stati letti i capi d’accusa a loro carico. Il leader venezuelano è stato trasferito dal Metropolitan Detention Center di Brooklyn al tribunale di Manhattan con un elicottero e poi con mezzi blindati; all’arrivo era scortato da agenti della Dea, ammanettato e con indosso la tuta carceraria.

Secondo l’accusa, i due avrebbero sfruttato per oltre un quarto di secolo il loro ruolo istituzionale, “abusato della loro posizione di fiducia pubblica e corrotto istituzioni un tempo legittime per importare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti”. I magistrati statunitensi sostengono inoltre che Maduro e i suoi alleati abbiano garantito protezione e supporto operativo a potenti organizzazioni criminali, tra cui il cartello di Sinaloa e la gang Tren de Aragua, ricevendo in cambio una parte dei profitti del narcotraffico.

Tra gli episodi contestati figurano anche la concessione di passaporti diplomatici a trafficanti di alto livello e l’uso di voli coperti da immunità per rimpatriare fondi illeciti. Le imputazioni complessive sono quattro, tra cui narcoterrorismo e traffico di armi pesanti, in un procedimento seguito dalla procura federale del distretto meridionale di New York, che aveva già incriminato Maduro nel 2020 e che ora ha ampliato l’atto includendo nuovi elementi e coimputati, tra cui la first lady.

Processo a Manhattan, Maduro scortato dal carcere di Brooklyn: “Sono innocente”

Nicolas Maduro è in aula e indossa delle cuffiette, probabilmente per la traduzione, dato che l’ex leader del Venezuela non parla inglese. Lo riporta la Cnn. In tribunale, Maduro è vicino al suo avvocato Barry Pollack, mentre sua moglie Cilia Flores è seduta a poca distanza.

Maduro si identifica al giudice Alvin Hellerstein in spagnolo, confermando: “Sono Maduro e sono il presidente del Venezuela“. Poi aggiunge “Sono stato rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas“. “Sono innocente, non sono colpevole“, ha sottolineato, dichiarandosi non colpevole delle accuse a suo carico.

Secondo il suo avvocato Barry Pollack, Maduro ha “problemi di salute“, mentre anche la moglie Cilia Flores starebbe affrontando difficoltà mediche e potrebbe avere una frattura a seguito dell’operazione militare americana. Al momento, né Nicolas Maduro né Cilia Flores hanno richiesto la liberazione su cauzione. I legali del presidente deposto venezuelano hanno precisato che presenteranno tale richiesta quando lo riterranno opportuno.

In tribunale, Cilia Flores ha confermato la propria identità affermando: “Sono la First Lady del Venezuela” e aggiungendo: “Sono completamente innocente“, come riportano i media statunitensi.

Nicolas Maduro ha lasciato l’aula giudiziaria al termine della sua prima apparizione davanti alla giustizia statunitense. L’udienza si è conclusa con il giudice che ha fissato la prossima data per il 17 marzo.