> > Putin è in pericolo, allarme al Cremlino: “Telecamere disattivate”

Putin è in pericolo, allarme al Cremlino: “Telecamere disattivate”

Putin è in pericolo, allarme al Cremlino: “Telecamere disattivate”

Spenti alcuni strumenti tecnologici dentro l'abitazione del Premier russo per salvaguardare l'interesse nazionale.

Vladimir Putin da quando è iniziata la campagna di attacco all’Ucraina, ormai oltre quattro anni fa è parso sempre meno in attività pubbliche al di fuori della Russia dove intanto ha raccontato la propria visione dell'”operazione speciale” che ha portato guerra, carestia e paura al territorio Ucraino e di conseguenza non si hanno molte novità sulle sue reali condizioni.

Tra propaganda e machismo, la visione occidentale della Russia

Lo sguardo esterno rispetto alla Russia in questo momento vede una nazione in difficoltà sul fronte della cittadinanza con i cittadini che non volevano e non vogliono la guerra con l’Ucraina e condannati a soffrire per via delle sanzioni europee.

Sul fronte politico la manovra di Putin spaventa perchè la sua potenza di fuoco può tranquillamente sconfinare le zone deputate alla Nato amplificando a livello mondiale un conflitto, le cui schermaglie comunque interessano il resto del mondo.

In tutto questo vi è anche una propaganda che mostra la Russia come nazione vittima del conflitto, conflitto banalizzato come operazione speciale, che avrebbe dovuto avere breve durata e che invece si sta combattendo da quasi 4 anni e mezzo.

Il ruolo della cyber-security nel conflitto

Oltre a ciò che accade nei territori, quindi i bombardamenti e le uccisioni di militari e civili la guerra russo-ucraina, come le altre in corso nel mondo, sono molto cambiate rispetto al passato.

In questo momento ci si affida sempre meno all’utilizzo delle armi come le abbiamo conosciute, sono intervenuti sulla scena droni e guerrieri AI che hanno totalmente messo a soqquadro il concetto di guerra.

Anche l’intelligence si è affinata e questa può prevaricare anche aree ritenute un tempo invalicabili difatti come riportato da The Social Post la Russia ha momentaneamente spento alcune telecamere – posizionate in modo strategico – all’interno della dimora di Putin al fine di non subire intercettazioni e/o furto di dati dall’esterno.

Le informazioni in questo scenario sono quasi più importanti degli armamenti perché essendo catalogate in file possono essere sottratte in un attacco informatico, la difesa deve puntare quindi anche su questo aspetto, decisamente più rilevante nel 2026 rispetto al passato.