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Kenya, tensioni a Nanyuki: proteste contro il centro Ebola sfociano in scontri e arresti

Kenya, tensioni a Nanyuki: proteste contro il centro Ebola sfociano in scontri e arresti

Proteste a Nanyuki contro la costruzione del centro di quarantena per Ebola: timori sanitari e tensioni con le autorità in Kenya.

In Kenya, nella zona di Nanyuki, sono esplose forti tensioni legate alla costruzione di un centro di quarantena destinato ai casi di Ebola. La vicenda ha acceso proteste diffuse tra la popolazione locale, sfociando in scontri con le forze dell’ordine.

Allarme Ebola: proteste e timori sanitari a Nanyuki

In Kenya, nella zona di Nanyuki, da diverse settimane si susseguono manifestazioni di forte opposizione alla realizzazione di un centro di quarantena destinato a cittadini statunitensi che sarebbero entrati in contatto con possibili casi di Ebola.

La struttura dovrebbe essere costruita all’interno di un’area collegata a una base dell’aeronautica militare nella regione di Laikipia, elemento che ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni della popolazione locale.

Nonostante nel Paese non siano mai stati registrati casi di Ebola, tra i residenti cresce la paura che il virus possa essere introdotto e diffondersi sul territorio, anche a causa della percezione di un sistema sanitario considerato fragile e non pronto ad affrontare un’eventuale emergenza.

Un partecipante, come riportato da Il Messaggero, ha sottolineato: “Come possono portarlo qui a Nanyuki? Il nostro sistema sanitario non è in buone condizioni. Le nostre strutture socio-sanitarie sono in una situazione molto grave. Il Kenya non è pronto per l’Ebola“. I residenti contestano inoltre la scarsa trasparenza del progetto e il rischio che eventuali infezioni possano fuoriuscire dalla struttura.

Scontri in Kenya: manifestazioni contro il centro Ebola degenerano in violenze e arresti

Le proteste sono degenerate più volte in scontri con la polizia, che ha fatto ricorso a gas lacrimogeni e ad altri mezzi di contenimento, mentre i manifestanti hanno risposto con lanci di pietre e incendi. La Croce Rossa ha riferito di feriti, tra cui una persona colpita da un lacrimogeno, mentre secondo alcune testimonianze un uomo sarebbe stato colpito alla testa da un proiettile; le autorità hanno inoltre effettuato diversi arresti.

Secondo quanto riportato, durante una precedente manifestazione del 1° giugno si sarebbero registrati due decessi in circostanze non chiarite, mentre anche negli ultimi disordini pare sia stata segnalata la possibile morte di un manifestante.

Il progetto del centro di quarantena, finanziato dagli Stati Uniti, risulta al momento sospeso temporaneamente dopo alcune decisioni della magistratura locale, anche se le autorità continuano a difenderne l’utilità come misura di contenimento sanitario a livello internazionale.