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Razze canine a rischio Boas: l'elenco aggiornato e i fattori di vulnerabilità

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Una ricerca della Cambridge Veterinary School ha valutato quasi 900 cani e ha identificato 12 razze con anomalie respiratorie legate alla Boas, evidenziando ruolo di narici ristrette, rapporto cranio-facciale e sovrappeso

Problemi respiratori nelle razze brachicefale

Cambridge Veterinary School ha analizzato quasi 900 cani per valutare la diffusione della sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree, nota come Boas, e i fattori che ne aumentano il rischio. Lo studio identifica le razze più esposte e segnala elementi anatomici e di gestione che peggiorano la respirazione.

L’indagine mostra che la Boas non è uniforme: le manifestazioni variano tra razze e all’interno della stessa razza.

I ricercatori rilevano una componente ereditaria significativa, per cui misure preventive in allevamento e scelte informate da parte di chi adotta risultano essenziali. Inoltre, la ricerca conferma l’esistenza di interventi terapeutici utili, pur non eliminando del tutto il rischio quando la predisposizione genetica è presente.

Cosa è la Boas e come si manifesta

La ricerca precedente ha confermato l’utilità di interventi terapeutici, pur senza annullare il rischio legato alla predisposizione genetica. La Boas è una sindrome cronica che interessa le vie respiratorie superiori nei cani brachicefali. Lesioni e restringimenti di tessuti nasali, turbinati e faringei provocano rumori respiratori e difficoltà durante l’attività fisica. I sintomi includono anche disturbi del sonno e ridotta tolleranza al caldo e allo stress ambientale. Nei casi più gravi la qualità della vita si compromette e può rendersi necessario un intervento medico o chirurgico.

Segni clinici e variabilità

I segni clinici variano da rumori respiratori lievi a ostruzioni marcate. Studi accademici hanno proposto scale di gravità basate sulla respirazione a riposo e su test di esercizio. I dati indicano uno spettro di manifestazioni influenzato da fattori anatomici, dalla massa corporea e dalle caratteristiche selettive della razza. La valutazione clinica deve considerare la storia, l’esame obiettivo e, quando indicato, indagini strumentali per definire il grado di compromissione.

Le razze coinvolte e livelli di rischio

La valutazione clinica precedente indica la necessità di considerare la predisposizione razziale nel percorso diagnostico. I ricercatori hanno analizzato 14 razze e ne hanno incluse 12 nella lista aggiornata.

Tra le razze classificate a alto rischio figurano il Pechinese, con l’89% degli esemplari valutati affetti, e il Chin giapponese, con l’82%. Queste percentuali sono confrontabili con quelle già note per carlini, Bulldog francesi e Bulldog inglesi.

Cinque razze risultano a rischio moderato e comprendono, tra le altre, il King Charles Spaniel e il Boston Terrier. Altre razze, come lo Staffordshire Bull Terrier, il Chihuahua e il Boxer, sono state classificate a rischio lieve, con circa la metà degli animali che mostrava segni respiratori.

Razze a confronto

In continuità con la sezione precedente, lo studio amplia l’analisi oltre ai tre brachicefali più noti. Emergono razze meno evidenti a «muso piatto» comunque vulnerabili a problemi respiratori. In particolare, le popolazioni con un rapporto cranio-facciale più basso mostrano probabilità maggiori di anomalie delle vie aeree.

Fattori anatomici e di stile di vita che aumentano il rischio

Oltre alla conformazione del cranio, i ricercatori identificano altri fattori associati a un’incidenza superiore di Boas. Il restringimento delle narici si conferma determinante: le razze ad alto rischio presentano tassi elevati di stenosi nasale. Anche caratteristiche morfologiche come code più corte e colli più spessi risultano correlate alla sindrome in alcune popolazioni analizzate.

I risultati indicano la necessità di integrare la valutazione clinica con misure anatomiche specifiche e non limitarsi all’apparenza brachicefala. Tale approccio può orientare interventi preventivi e programmi di selezione meno rischiosi per la salute respiratoria degli animali.

Lo studio conferma che il controllo del peso rimane una leva fondamentale per ridurre i rischi respiratori in alcune razze.

Dettagli misurati e metodo di valutazione

Le valutazioni si sono svolte presso il Queen’s Veterinary School Hospital di Cambridge, durante esposizioni cinofile e giornate di screening razziale. Gli esaminatori hanno adottato una procedura standardizzata per la valutazione della funzione respiratoria, adattata alle differenze conformazionali tra razze.

La respirazione è stata osservata a riposo e dopo un test da sforzo di 3 minuti. Sono stati registrati rumori respiratori, sforzo inspiratorio ed eventuali segni di disagio. Sulla base dei reperti clinici è stata stratificata la sindrome delle vie aeree ostruttive brachicefale (BOAS) in categorie da lieve a grave.

Questi dati forniscono una base oggettiva per interventi preventivi mirati e per linee guida di selezione meno impattanti sulla salute respiratoria delle razze interessate.

Implicazioni pratiche e raccomandazioni

Lo studio offre una base oggettiva per interventi preventivi mirati e per linee guida di selezione meno impattanti sulla salute respiratoria delle razze interessate. Per allevatori, veterinari e futuri proprietari la raccomandazione principale è integrare il controllo del peso e la valutazione chirurgica nei protocolli clinici quando indicato. La valutazione clinica rimane comunque il riferimento principale per determinare lo stato respiratorio di un singolo cane, poiché peso, restringimento delle narici e rapporto cranio-facciale spiegano solo circa il 20% della variabilità osservata tra razze.

Poiché la brachicefalia presenta una componente ereditaria, gli autori sollecitano un ripensamento delle pratiche di selezione. Le modifiche raccomandate mirano a ridurre nel tempo la prevalenza della patologia e a migliorare il benessere delle razze più suscettibili. Ulteriori ricerche genetiche e studi longitudinali sono indicati per affinare i criteri di selezione e misurare l’impatto delle misure preventive sulla salute respiratoria.