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Aumento delle campagne ibride attribuite alla Russia
Negli ultimi anni le agenzie d’intelligence europee e ucraine hanno registrato una crescita di operazioni considerate riconducibili alla Russia. Non si tratta solo di azioni sul campo: le campagne miscelano strumenti digitali, inganno psicologico e l’uso strategico di reti locali per creare effetti destabilizzanti sia in Europa che in Ucraina.
Metodi e bersagli: come funzionano le reti di reclutamento
I metodi impiegati sono ormai codificati ma restano efficaci perché sfruttano fragilità reali. Profilo dopo profilo, account falsi — spesso femminili su app di incontri — raccolgono informazioni, foto e dati di posizione. Da lì scattano chiamate o messaggi che fingono accuse formali o procedimenti giudiziari: la vittima viene spinta, attraverso minacce e promesse, a cedere o a compiere atti illeciti. Questo passaggio dal “catfishing” al ricatto è rapido e studiato per ridurre la resistenza dell’interlocutore.
I canali preferiti sono piattaforme a bassa moderazione: chat pubbliche, gruppi Telegram e app di messaggistica end-to-end. Gli operatori costruiscono profili dettagliati e poi intensificano la pressione con documenti falsificati, minacce di procedimenti legali inventati e offerte economiche apparenti. Il risultato è una progressiva dipendenza della vittima, che spesso accetta piccoli favori all’inizio e poi scala verso azioni più gravi come vandalismi, incendi o sabotaggi.
Chi viene preso di mira
Non si tratta solo di ex combattenti o soggetti con addestramento specifico. I reclutatori puntano a persone in difficoltà economica o sociale: migranti isolati, disoccupati che cercano denaro facile, cittadini con precedenti che possono essere ricattati. La selezione mira a chi ha meno reti di supporto e più incentivo a non rivolgersi alle autorità. Il coinvolgimento è studiato per essere graduale: un favore, un pagamento, poi qualcosa di più rischioso.