Con un post sui social l’ex conduttore di “Report“, Sigfrido Ranucci, costretto a smentire Repubblica. Ecco in merito a cosa.
Report, Ranucci e la smentita dopo il caso di Giulia Presutti al ristorante di Lavitola
Sigfrido Ranucci ha riproposto sui social il passaggio in cui Repubblica sostiene che Presutti, che lo sostituirà a “Report” assieme a Piervincenzi, abbia precisato ai suoi amici che l’unica volta in cui è stata al ristorante di Lavitola sia stata nel 2024 “su indicazione dell’ex conduttore per ragioni di lavoro”.
Ranucci ha quindi smentito ciò: “costretto a smentire Repubblica in merito a quanto avrebbe affermato Giulia Presutti sulla sua frequentazione del ristorante di Valter Lavitola. Non le ho mai detto di andare da lui per motivi di lavoro. Ho saputo solo in seguito che è andata anche altre volte da sola per dei progetti di cui non sono stato mai messo a conoscenza.
Fatto verificabile anche attraverso le chat sequestrate sul telefono di Lavitola. Tanto dovevo alla verità.”
Ranucci e l’addio a Report
Non si placano le polemiche dopo che la Rai ha estromesso Sigfrido Ranucci dalla conduzione di “Report“. Sui social lo stesso giornalista ha voluto scrivere ciò: “Sono venuto a conoscenza che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report.
Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti.”
