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Riapertura del processo Ventura: la Cassazione mette in discussione la prescrizione

Riapertura del processo Ventura: la Cassazione mette in discussione la prescrizione

La Suprema Corte ha chiesto un nuovo esame sul ruolo delle ore trascorse in custodia in Francia per stabilire se la prescrizione si sia interrotta o meno

La Cassazione ha disposto la riapertura del processo relativo a Raffaele Ventura, rimettendo alla Corte d’Appello di Milano la valutazione sul completamento della prescrizione per l’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra. La questione ruota attorno a un episodio del 17 luglio 2017, quando Ventura fu trattenuto per alcune ore negli uffici della polizia francese in relazione a un mandato di arresto europeo. La Suprema Corte ha ritenuto che la vicenda richieda un approfondimento per verificare se quella limitata privazione di libertà costituisca l’avvio di una procedura esecutiva idonea ad interrompere la prescrizione.

La decisione della Cassazione accoglie il ricorso della procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, e annulla con rinvio la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano che nel 2026 aveva dichiarato estinto il reato per decorrenza dei termini. La pronuncia della Suprema Corte non determina una condanna immediata: ordina invece un nuovo giudizio per approfondire il significato giuridico della temporanea detenzione avvenuta in Francia e il suo effetto sulla decorrenza della prescrizione.

Cosa ha motivato la decisione della Cassazione

Nel provvedimento la Cassazione sottolinea che la motivazione della Corte d’appello precedente non ha esaminato in modo adeguato la natura della “temporanea privazione della libertà personale” subita da Ventura il 17 luglio 2017. Il punto centrale è stabilire se quelle ore di fermo possano essere qualificate come “arresto provvisorio all’estero” e quindi rappresentare l’inizio della procedura di esecuzione della pena. Per la Procura generale, la limitazione della libertà, benché breve, mostra che le autorità italiane non sono rimaste inerti rispetto all’esecuzione della sentenza definitiva.

Il valore giuridico delle sei ore in Francia

Il fulcro giuridico è capire se il trattenimento del 17 luglio 2017 abbia effettivamente interrotto la decorrenza della prescrizione. Se i giudici milanesi riconoscessero che quella fase equivale a un atto idoneo ad avviare l’esecuzione della pena, l’orologio della prescrizione dovrebbe ripartire dal 2017. Questo elemento viene sostenuto dalla Procura come una «novità decisiva» che giustifica la riapertura del procedimento, e poggia anche su documenti recentemente trasmessi dalle autorità francesi alla Procura.

Il contesto storico e le posizioni delle parti

La vicenda originale risale al 14 maggio 1977, quando il vicebrigadiere Antonio Custra fu ucciso in via De Amicis a Milano. Ventura era stato condannato per concorso morale nel delitto e aveva una pena residua di 14 anni. La sentenza divenne definitiva il 27 settembre 1996. Negli anni successivi Ventura si era rifugiato in Francia dal 1981, beneficiando della cosiddetta dottrina Mitterrand, che aveva garantito ospitalità a chi aveva abbandonato la lotta armata.

Passaggi decisivi precedenti

Nel 2026 erano stati avviati negoziati fra Italia e Francia per il rientro di alcuni ex militanti, ma l’accordo non si concretizzò a seguito di valutazioni dei giudici francesi. Nel novembre del 2026 la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva dato il via libera al rientro di Ventura “da uomo libero”, cancellando il mandato di arresto europeo; per la difesa, rappresentata dall’avvocato Davide Steccanella, quella decisione rendeva impossibile qualsiasi forma di esecuzione della pena in Italia. La nuova pronuncia della Cassazione però rimette in gioco quegli esiti.

Conseguenze pratiche e prossimi passi

Se la Corte d’Appello di Milano, in composizione diversa, stabilisse che la prescrizione non si è compiuta, la pena residua di 14 anni tornerebbe a essere esigibile e la decorrenza si considererebbe sospesa fino al 2017. Questo scenario aprirebbe la strada a provvedimenti esecutivi nei confronti di Ventura, oggi indicato come settantasettenne nei documenti della Procura. Al contrario, se i giudici confermassero l’estinzione del reato, Ventura resterebbe libero di rientrare in Italia senza l’obbligo di scontare la pena.

Al momento la data per la nuova udienza non è stata fissata. La decisione della Cassazione rappresenta un passo formale importante: non riscrive la sentenza di merito, ma impone che venga esaminato con maggiore attenzione un aspetto tecnico che, pur durato poche ore nel 2017, potrebbe avere effetti determinanti su una vicenda iniziata oltre quarant’anni fa.