> > “Si rischia la guerra civile”, la dichiarazione scioccante di Silvia Salis

“Si rischia la guerra civile”, la dichiarazione scioccante di Silvia Salis

“Si rischia la guerra civile”, la dichiarazione scioccante di Silvia Salis

Silvia Salis analizza le difficoltà del centrosinistra, contesta il rischio di scontri sulle primarie e indica una possibile alternativa per individuare il futuro candidato premier.

Il centrosinistra è alle prese con divisioni interne e difficoltà nel trovare una leadership condivisa in vista delle prossime sfide elettorali. Sul futuro del campo largo interviene Silvia Salis, sindaca di Genova, che in un’intervista a 7, il settimanale del Corriere della Sera, critica la gestione delle ambizioni dei partiti e solleva dubbi sulle primarie, proponendo un metodo alternativo per individuare il candidato premier.

Schlein, Conte e il nodo della successione: chi guiderà il campo largo?

Per Salis, il centrosinistra deve prima trovare un accordo sulla leadership, evitando che le ambizioni personali alimentino nuove divisioni. «Manca un leader riconosciuto del centrosinistra – aggiunge -. E manca una cultura del leader. Ci sono molte persone che pensano di poter fare quel lavoro, ma siccome non si mettono d’accordo, allora si decide di aprire una competizione interna».

Il confronto riguarda Elly Schlein e Giuseppe Conte, ma anche le componenti riformiste e Avs, che chiedono di essere rappresentate nella futura guida della coalizione. «La segretaria Pd Elly Schlein ha legittime ambizioni – spiega Salis – Così come Giuseppe Conte, che ha già fatto il premier due volte, pur avendo dieci punti in meno del Pd.

E poi ci sono il mondo riformista e quello di Avs, che hanno il diritto di riconoscersi in una leadership».

La sindaca confronta poi gli equilibri dei due schieramenti, sottolineando come il peso assunto da Fratelli d’Italia abbia modificato i rapporti di forza nel centrodestra. «A destra il partito principale, FdI, ha cannibalizzato gli altri. Noi, invece, abbiamo frammentato il Pd». Secondo Salis, le tensioni interne ai democratici avrebbero limitato le possibilità di crescita del partito, rendendo più difficile consolidare il consenso tra gli elettori. Da qui la sua critica alla gestione delle diverse sensibilità politiche: «Se il Pd fosse stato più inclusivo e avesse contenuto le tensioni interne, oggi sarebbe un partito che non avrebbe problemi a stare al 30 per cento».

Silvia Salis attacca il centrosinistra: “Si rischia una guerra civile ai gazebo”

Le difficoltà del campo progressista non si limitano alle differenze politiche tra le varie forze: secondo Silvia Salis, il vero ostacolo è anche la mancanza di un accordo su chi debba rappresentare l’intera coalizione.

Nel suo ragionamento, la ricerca dell’unità si sarebbe trasformata in un equilibrio difficile da mantenere, nel quale ogni partito cerca di proteggere la propria identità e le proprie ambizioni. A farne le spese sarebbe la possibilità di costruire una proposta politica capace di puntare con decisione alla vittoria. «Perché nei decenni ha elaborato anticorpi potentissimi contro la vittoria. C’è fastidio verso la figura del leader. E c’è il meccanismo perverso di dover abbattere le peculiarità di ogni partito per tenere insieme tutti. E quasi l’idea che il concetto stesso di vittoria sia qualcosa di destra», osserva la prima cittadina.

È sul metodo per scegliere il candidato premier che le considerazioni di Salis assumono un significato particolarmente netto. La sindaca teme che una sfida pubblica tra i diversi aspiranti alla leadership possa trasformare le divergenze politiche in una contrapposizione difficile da ricomporre. La sua preoccupazione è riassunta in una frase: «Si rischia una guerra civile ai gazebo».

In alternativa a una competizione tra candidati, Salis indica un percorso basato su un’intesa tra i principali rappresentanti dei partiti. Il leader dovrebbe essere scelto «dai capi politici del centrosinistra, in una stanza. Così funzionavano i partiti che funzionavano». L’idea è che un confronto preventivo tra i vertici possa consentire di valutare i rapporti di forza e arrivare a una soluzione condivisa.

Silvia Salis e l’ipotesi premier: “Sono stata eletta per governare Genova”

L’intervista affronta infine le indiscrezioni su un possibile futuro nazionale della prima cittadina genovese. Alla domanda di Claudio Bozza sulla disponibilità a candidarsi alla guida del governo qualora arrivasse una richiesta dai leader del campo largo, Salis richiama le responsabilità legate al proprio incarico attuale. «Io ho detto no a tutto. Ho un incarico, sono stata eletta per governare Genova. Farò campagna elettorale per il centrosinistra, senza sosta. Ma da sindaca».

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