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Rogo della Torre dei Moro a Milano: la sentenza di primo grado tra condanne e assoluzioni

rogo Torre dei Moro

Rogo della Torre dei Moro nel 2021: tra responsabilità, materiali e criticità, il primo grado definisce condanne e assoluzioni.

Dopo anni, il processo per il rogo della Torre dei Moro a Milano ha riportato l’attenzione sulle responsabilità legate alla sicurezza nei cantieri e alla scelta dei materiali edilizi. L’incendio del 29 agosto 2021, che ha rapidamente coinvolto l’intero grattacielo senza provocare vittime, è diventato un caso emblematico per le sue dinamiche di propagazione e per le criticità emerse nelle fasi di progettazione ed esecuzione dell’edificio.

Rogo della Torre dei Moro a Milano nel 2021

L’incendio, che ha coinvolto il grattacielo di 18 piani, è stato al centro dell’inchiesta per le caratteristiche dei materiali utilizzati nel rivestimento esterno, ritenuti altamente infiammabili e privi di adeguate certificazioni antincendio. Secondo l’accusa, l’evento si è sviluppato rapidamente a causa di difetti progettuali ed esecutivi, con la propagazione delle fiamme lungo pannelli compositi che hanno contribuito all’estensione del rogo e ai gravi danni, tra cui la distruzione di decine di appartamenti e numerosi veicoli.

Rogo Torre dei Moro: dopo anni di attese raffica di condanne nella sentenza in primo grado

Nel processo relativo al rogo della Torre dei Moro di Milano, verificatosi il 29 agosto 2021 e privo di vittime, il Tribunale ha emesso una sentenza di primo grado per disastro colposo che ha visto nove condanne e quattro assoluzioni.

Il collegio giudicante ha stabilito pene comprese tra gli otto mesi e i tre anni, spesso inferiori rispetto alle richieste della Procura, anche grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. Come riportato dall’Adnkronos, tra i condannati figurano il legale rappresentante della società Alucoil Teodoro Martinez Lopez e il manager delle vendite estere Borja Curruca Ybbarra, entrambi destinatari di una pena pari a tre anni. Stessa durata per il partner italiano Giordano Cantori, mentre al subappaltatore Ettore Zambonini sono stati inflitti due anni e sei mesi. Condanne anche per la rappresentante della società Polo srl Stefania Grunzweig, per il responsabile antincendio Giampaolo Leoni, per il direttore dei lavori Orio Delpiano, oltre che per il responsabile dell’ufficio acquisti Giampaolo Cremaschi e il direttore tecnico Massimo Mastrocinque, con pene variabili tra uno e due anni e mezzo, in diversi casi sospese.

Accanto alle condanne, il tribunale ha disposto l’assoluzione di quattro imputati con la formula “per non aver commesso il fatto”. Tra questi figurano Federico Corpieri, Roberto Molinari, Giuseppe Tortini e il venditore degli appartamenti Alberto Moro, coinvolti a vario titolo nelle attività di progettazione, gestione commerciale o acquisizione clienti. Le motivazioni della decisione saranno rese pubbliche entro circa novanta giorni, chiarendo nel dettaglio il ragionamento seguito dal giudice nella valutazione delle singole posizioni.

In aula, la pubblica ministera Marina Petruzzella ha sottolineato come l’aspetto centrale non risieda tanto nella misura delle pene quanto nell’affermazione delle responsabilità. La sentenza, pur non accogliendo integralmente l’impianto accusatorio, ha comunque riconosciuto un ruolo determinante alle criticità nella scelta dei materiali e nelle modalità di esecuzione dell’opera.