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Russi, America e Cina al tavolo per una soluzione all’Ucraina

Russi, America e Cina al tavolo per una soluzione all’Ucraina

Putin apre a un incontro trilaterale con Trump e Xi, mentre Kiev valuta un possibile congelamento del fronte ucraino.

Nel cuore di San Pietroburgo si sono susseguite tre ore di trattative fra il presidente russo Vladimir Putin e lo speciale inviato statunitense Steve Witkoff. L’incontro, che ha avuto luogo nella sede di un importante centro congressi, è stato descritto dal Cremlino come un segnale di gratitudine verso gli sforzi americani per una soluzione al conflitto ucraino.

Durante la discussione, Putin ha sollevato la possibilità di un vertice trilaterale includendo anche il presidente cinese Xi Jinping. L’idea sarebbe di inserire tale *incontro* nel contesto del prossimo vertice dell’APEC previsto a novembre a Shenzhen, in Cina. Il consigliere di Putin, Yuri Ushakov ha confermato la disponibilità di Mosca a riprendere i colloqui focalizzati sulla creazione di un sistema di sicurezza post-conflitto per Russia e Ucraina.

Le dichiarazioni di San Pietroburgo e le reazioni statunitensi

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov ha sottolineato che Mosca è “grata agli Stati Uniti per gli sforzi sinceri nella soluzione ucraina” e ha detto che la Russia valuterà se il premier norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb potranno dare un “contributo costruttivo”.

Witkoff, dal canto suo, ha ringraziato Putin definendolo “compassionevole” per il rilascio di Stephen Hubbard, un cittadino americano detenuto da quattro anni.

Le parole di Witkoff hanno scatenato una bufera politica negli Stati Uniti: il senatore conservatore John Corbyn lo ha definito “un assassino spietato”, mentre il deputato repubblicano Don Bacon lo ha definito “un altro imbarazzo”. Il senatore Thom Tillis ha invitato Witkoff a consultare il dizionario per capire il vero significato di “compassionevole” e a chiedere alle famiglie delle vittime del conflitto ucraino se lo trovano tale.

Il progetto di un vertice a tre a Shenzhen

Secondo fonti informate, la proposta di un incontro tra PutinDonald Trump e Xi Jinping è emersa durante una telefonata del 9 ottobre tra i due capi di Stato. La chiamata, inoltre, è servita a definire un accordo sul commercio di gasolio russo da parte degli Stati Uniti. Peskov ha confermato che le discussioni sono in corso, ma ha precisato che non esiste ancora un programma definitivo per l’incontro, né sono stati definiti i punti all’ordine del giorno.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio in missione in Uzbekistan, ha dichiarato che Trump, pur non avendo ancora espresso un assenso formale, sembra aperto all’idea perché risponde alla sua promessa elettorale di porre fine alla guerra “il primo giorno” del suo nuovo mandato. L’analisi degli esperti suggerisce che un summit a Shenzhen darebbe a Pechino un ruolo di mediatore diplomatico di primo piano, rafforzando la percezione della Cina come “perno tra le grandi potenze”.

Zelensky, il possibile congelamento del fronte e le prospettive europee

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere favorevole a un congelamento della linea di fronte, definendolo “un modo realistico per fermare i combattimenti”. In una intervista rilasciata a Fox News, ha spiegato che Kiev richiederà successivamente garanzie di sicurezza a Washington e ai partner europei, sottolineando che la pace e la sicurezza sono le priorità assolute.

Zelensky ha respinto l’ipotesi di cedere la regione del Donbass, indicando che Mosca sta tentando di esercitare pressioni su Kiev per un ritiro territoriale. La sua posizione arriva subito dopo un intenso summit a Oslo, dove i leader di Norvegia, Finlandia, Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Unione europea e NATO hanno discusso di nuove proposte per porre fine al conflitto. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito gli scambi a Oslo “positivi”.

La situazione resta fluida, con le parti coinvolte che oscillano tra diplomazia tradizionale e pressioni politiche interne.

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