Milano, 9 apr. (askanews) – La Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista – con effetto immediato – il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome, fanno notare da Memorial stessa, tuttavia, conoscendo le “pratiche repressive del regime putiniano” il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza.
“Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori”, hanno precisato.L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al regime. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace.
Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse.Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l'”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Il provvedimento in passato ha colpito altri movimenti come quello LGBT e il Fondo anticorruzione del defunto Aleksey Navalny.