> > Russia intensifica i bombardamenti in Ucraina con l’inverno

Russia intensifica i bombardamenti in Ucraina con l’inverno

Russia intensifica i bombardamenti in Ucraina con l’inverno

Scopri come Mosca sfrutta il freddo invernale per rafforzare i bombardamenti su città ucraine e aumentare la pressione sulla popolazione.

Le forze armate russe, dopo mesi di mutamenti sul fronte orientale, si trovano in una posizione di stallo. Le offensive hanno prodotto guadagni limitati, mentre le perdite in termini di carri armati, artiglieria e personale si sono intensificate. Di fronte a questo quadro, Mosca ha iniziato a valutare alternative capaci di indebolire la volontà di resistenza ucraina senza dipendere esclusivamente dal combattimento sul terreno.

Il clima invernale sta per trasformare il teatro di operazioni. Con le temperature che scendono ben al di sotto dello zero in gran parte del territorio ucraino, la domanda di energia aumenta drasticamente, rendendo le reti di elettricità e riscaldamento dei punti nevralgici. In queste condizioni, la guerra di logoramento assume una nuova dimensione: infliggere danni alle infrastrutture civili diventa un’arma capace di esacerbare la crisi umanitaria e di far vacillare la coesione sociale.

Moscow concentra i bombardamenti durante l’inverno

Il comando russo ha così deciso di sfruttare il periodo più freddo per intensificare i raid aerei su obiettivi considerati strategici per la sopravvivenza quotidiana degli abitanti. I missili da crociera e i bombardieri torpedenati, tradizionalmente impiegati contro truppe, sono stati riassegnati per colpire centrali elettriche, impianti di depurazione e reti di distribuzione del gas.

Una campagna di bombardamenti mirata all’inverno mira a creare blackout diffusi, a bloccare la fornitura di acqua calda e a lasciare gran parte della popolazione senza riscaldamento, incrementando così le morti per ipotermia e le ferite da freddo.

Perdita di slancio sul fronte orientale

Le recenti battute di retromarcia delle truppe russe nelle regioni di Kharkiv e Donetsk hanno evidenziato una carenza di capacità di manovra. Stime indipendenti indicano una riduzione del 15-20% nel numero di carri armati operativi rispetto all’estate, mentre le scorte di munizioni di artiglieria pesante sono scarse. Queste difficoltà logistico-tattiche hanno spinto il Cremlino a cercare un punto di forza alternativo, ovvero la capacità di colpire direttamente le città ucraine con attacchi a lungo raggio bypassando la necessità di conquistare terreni.

L’obiettivo di mettere sotto pressione la popolazione civile

Le autorità ucraine hanno denunciato un aumento dei bombardamenti contro ospedali, scuole e abitazioni private. Nel solo mese di ottobre, più di 120 strutture civili sono state gravemente danneggiate, con un bilancio di centinaia di feriti. L’attacco a Zaporizhzhia, che ha colpito la centrale nucleare e la rete elettrica della città, ha lasciato oltre 250.000 persone senza corrente, obbligandole a ricorrere a generatori diesel rumorosi e pericolosi.

Secondo gli analisti militari, questa strategia ha lo scopo di provocare una crisi di morale tra i civili e di costringere il governo di Kiev a negoziare sotto pressione. Le campagne di propaganda russe enfatizzano la necessità di “ripristinare la sicurezza” e di “proteggere i civili russi”. Parallelamente, la mancanza di energia rende più difficile l’operatività delle forze di difesa ucraina, che dipendono dalla comunicazione digitale e dagli impianti di comando. Il risultato è una situazione di vulnerabilità amplificata dal freddo che rende la popolazione più dipendente dagli aiuti internazionali e più suscettibile a pressioni diplomatiche.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app