Milano, 7 mag. (askanews) – È uno dei disturbi più diffusi, ma anche tra i più difficili da interpretare: il mal di pancia riguarda oltre 9 italiani su 10, ma più della metà non si sente sicura nel gestirlo in autonomia. I risultati dell’indagine condotta da SIFAC – Società Italiana di Farmacia Clinica – raccontano molto bene il rapporto degli italiani con il self-care: circa il 90% degli intervistati dichiara di intervenire in autonomia – tra farmaci, rimedi o modifiche dello stile di vita, spesso dopo aver cercato risposte online – ma oltre la metà non si sente realmente sicura delle proprie scelte.
Così, per rispondere a questo bisogno crescente di orientamento, nasce “Capire la Pancia”, il progetto sviluppato da SIFAC con il contributo non condizionante di Opella, che punta a rafforzare il ruolo della farmacia come presidio di prossimità, offrendo ai farmacisti strumenti concreti per guidare i cittadini verso un self-care più consapevole, semplice e informato.”Il farmacista è la prima interfaccia che si pone col paziente, ormai è anche lo snodo clinico più presente e capillare nel territorio, gode di un’ottima fiducia – afferma ad askanews il professor Corrado Giua, presidente della SIFAC -.
Quindi deve cercare di tradurre le necessità del paziente, i suoi disturbi principali, e trovare una soluzione che sia efficace è totalmente sicura coadiuvandola anche con una serie di consigli in termini di stile di vita e di prevenzione”.”Il farmacista è il punto di riferimento per il consumatore ed è un punto di riferimento chiaramente per il consumatore per quando ha bisogno di salute, grazie anche alla prossimità della farmacia, ma è altrettanto un partner importantissimo per le aziende ed è non solo un partner di business, ma è un partner scientifico, perché il farmacista è colui che poi può veicolare i contenuti e può aiutare i consumatori nelle loro scelte – ci spiega Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy -.
Quindi il progetto capire la pancia aiuta il farmacista nella gestione del mal di pancia per aiutare il consumatore finale e noi come Opella lo supportiamo”.Il progetto “Capire la Pancia” si traduce in strumenti concreti per i farmacisti: protocolli scientifici, algoritmi decisionali e nuove modalità di dialogo con il paziente.”Adesso vi sarà un flusso di domande che garantisce di avere un inquadramento clinico definito e preciso. Quindi il paziente potrà affidarsi al farmacista di comunità con la certezza che il suo disturbo venga inquadrato con maggiore precisione, e di conseguenza di poter avere una soluzione sicuramente più efficace e più sicura – sottolinea ancora il presidente della SIFAC – Andiamo a guardare anche un pochino quello che è il ruolo fuori frontiera del farmacista clinico di comunità, che utilizza queste flotchard, utilizza degli algoritmi che consentono praticamente un inquadramento clinico del paziente più preciso, più efficace e anche più rapido”.”Noi collaboriamo con i farmacisti da anni, ma oggi vogliamo avvicinarci ancora di più al consumatore. Quindi spostiamo il focus dal farmacista più sul consumatore. E vogliamo portare gli strumenti che SIFAC ha prodotto per questo progetto, per il progetto Capire la pancia, quindi questi protocolli di consiglio al farmacista affinché possa aiutare il consumatore – puntualizza Maria Chiara Uboldi -. Come lo facciamo? Attraverso dei momenti di formazione e di training strutturati che verranno erogati. Il nostro progetto è abbastanza ambizioso: vogliamo coinvolgere almeno 20 mila farmacisti prima della fine dell’anno”.