> > Scuole-bunker in Ucraina, ecco come si studia in tempo di guerra

Scuole-bunker in Ucraina, ecco come si studia in tempo di guerra

583203924 18538255045041902 7176482171876630817 n

Dagli istituti sotterranei al lavoro della Fondazione L’Albero della Vita: reportage sull’educazione in Ucraina sotto le bombe e sui 6.000 bambini coinvolti nel progetto

«Le scuole devono avere i rifugi. Anche i più piccoli, quelli di 3 anni, ogni volta che suona un allarme, devono scendere nel riparo. Questo sarà un marchio indelebile per tutta la loro vita». In Ucrainadove ancora oggi gli spiragli di pace faticano a intravedersi – i bambini e i ragazzi, dal 2022 ad oggi, rischiano la vita ogni giorno andando a scuola.

Isabella Catapano, direttrice generale dell’Albero della Vita, conosce bene questa realtà. L’ha vista con i propri occhi e, da quel giorno, non può più dimenticare. La Fondazione che guida è presente in Ucraina da oltre 1404 giorni, da quando è scoppiato il conflitto e lo è soprattutto con iniziative e progetti sul fronte dell’educazione.

Fondazione L’Albero della Vita in Ucraina

«Siamo stati in passato anche ad Odessa, ora siamo anche a Zaporizzja», ci spiega la Direttrice. La Fondazione, infatti, sta riabilitando 4 scuole sotterrane, ambienti protetti dovei bambini possono imparare, giocare e socializzare in totale sicurezza, recuperando quella routine e quella stabilità che sono essenziali per il loro sviluppo.

Saranno oltre 6000 gli studenti di età compresa fra i 6 e i 13 anni coinvolti in questo nuovo progetto che ha l’obiettivo di contribuire a restituire ai bambini uno spazio di normalità, un futuro possibile, proteggendo non solo la loro sicurezza fisica ma anche, forse, quella emotiva, la loro crescita e la loro curiosità.

Zaporizzja e le scuole sotterranee

«La Regione di Zaporizzja, da quasi due anni, ha investito molto costruendo 15 istituti sotterranei visto che, considerando la vicinanza al fronte, i bambini non avrebbero avuto il tempo necessario di scendere nei rifugi, al momento dell’allarme» afferma Claudia Cui, coordinatrice del progetto per la Fondazione.

Mentre la costruzione delle mura è di competenza del Governatorato Regionale, l’Albero della Vita interviene in una fase successiva per far vivere questi luoghi, dotandoli di cattedre, banche e attrezzature necessarie a studenti e insegnanti per studiare in classe, ma anche con l’allestimento di spazi come palestre, mense scolastiche e infermerie. Inoltre, il supporto educativo, in queste 4 scuole, prosegue con attività didattiche, supporto psicosociale ai bambini.

Educazione come atto di resistenza

«La nostra mission educativa è rimasta ma si esprime oggi attraverso iniziative e azioni nelle scuole-rifugio». I ragazzi, altrimenti, sarebbero costretti ad andare nelle scuole normali. Chi lo fa rischia la vita ogni giorno.

«In molti lo fanno – conclude Isabella Catapano – perché la vita in Ucraina sembra dettare il ritmo della quotidianità». Non la guerra.